Forzaroma.info Rassegna Stampa Roma Leggo Totti e Anderson, è derby show

Totti e Anderson, è derby show

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Alla fine hanno avuto ragione le due curve, con coreografie splendide, profetiche e se vogliamo all’altezza del grido “Je suis Charlie” in difesa della libertà di espressione.

Alla fine hanno avuto ragione le due curve, con coreografie splendide, profetiche e se vogliamo all’altezza del grido “Je suis Charlie” in difesa della libertà di espressione. Grido che da Parigi è arrivato fin dentro l’Olimpico, con le matite regalate da Garcia alla vigilia e con lo slogan che la Lazio si è fatta stampare sulla maglia. La Curva Sud ha sbandierato l’orgoglio giallorosso: Totti, autore della doppietta che ha ridato vita alla Roma, a guidare Di Bartolemei, Rocca, De Sisti, De Rossi, Bernardini, Giannini, Conti, Losi, Volk, Ferraris IV e i “Figli di Roma, capitani e bandiere... Questo è il mio vanto che non potrai mai avere!”. Quella della Nord a citare Dante: “Non isperate mai veder lo cielo: ì vegno per menarvi a l’altra riva”, con un Caronte biancoceleste a voler sbarrare la strada del paradiso- scudetto ai cugini per trascinarli all’inferno. Inferno in cui la squadra di Garcia era sprofondata nel primo tempo, sotto i colpi di Felipe Anderson e di Mauri. Ma solo chi alla vigilia si era lasciato andare a una lettura della classifica superficiale - o “inquinata” dal tifo - si è stupito nel vedere una sfida così equilibrata. Il derby, che la retorica vuole “fuori da qualsiasi pronostico”, ha invece esattamente espresso ciò che in questo momento le due squadre sono. La Roma lotta per lo scudetto, ma non sta giocando bene, senza Gervinho attacca con molta difficoltà ed è meno invulnerabile della stagione scorsa. La Lazio ha questo straordinario Felipe Anderson ad illuminarle la scena, in un impianto di squadra che negli 11-13 titolari vale la lotta per il terzo posto. Non è un caso se, prime 4 giornate a parte, Roma e Lazio viaggiano appaiate: 28 punti per uno. Garcia ha raggiunto il primo posto in attesa di Napoli-Juve grazie al «genio di Totti», come lui stesso l’ha definito e grazie alla maggiore e migliore scelta che gli offre una rosa più ampia: Ljajic e Strootman hanno ribaltato la situazione. Pioli alla vigilia non si sarebbe accontentato del pari e, a maggior ragione dopo aver vissuto il match, recrimina: «Abbiamo giocato all’altezza, forse meglio, dei nostri avversari. La differenza l’ha fatta il palo colpito da Mauri: sul 3-1 i conti si sarebbero chiusi ». Come in realtà potevano chiudersi sulla zampata di Klose, ultima palla- derby del pomeriggio sulla quale De Sanctis ha riscattato la brutta figura fatta sul rasoterra di Felipe Anderson. Così a riprire i conti è stato Totti, da ieri bomber assoluto dei derby di campionato con 11 realizzazioni in 40 partite («Il ragazzino li ha salvati ancora », ha commentato Zeman presente all’Olimpico). Un record festeggiato con un selfie sotto la Sud: «Non li amo, però questa era una occasione unica e irripetibile, è uno scatto che si ricorderanno un po’ tutti».