Roma, un altro blackout in Champions: avanti 2-0, poi il crollo. Gasp: “Ci servirà da lezione”
Un altro finale horror di Champions, un altro rimpianto di quelli grandi come una casa a tre piani. La Roma si fa rimontare dal Manchester United come era accaduto col Real Madrid. E conferma l'Old Trafford come teatro degli incubi. Nel primo tempo i giallorossi erano stati dominanti ed erano andati in doppio vantaggio in 17 minuti. Ad illuminare Mora, a fare la differenza Soulé. Prima col gol dello 0-1, poi col rigore guadagnato e calciato magistralmente da Malen. L'olandese ha due occasioni per andare sullo 0-3 ma prima si addormenta in area, poi trova una gran parata di Lammens. Anche Soulé - scrive Francesco Balzani su 'Leggo' - cerca il bis con un tiro da fuori che scheggia il palo. Ma nella ripresa tutto cambia. Lo United, sull'orlo del baratro, entra con un altro piglio e trova pure l'aiutone dell'arbitro Manzano. Che prima concede un rigore decisamente dubbio per un tocco minimo di Mancini. E poi fa ripetere il penalty inizialmente parato da Vasquez (in campo visto l'infortunio last minute di Gollini) e segnato al secondo colpo da Bruno Fernandes. Da quel momento in poi è solo sofferenza anche col doppio palo di Mbeumo. La Roma tiene fino a sette dalla fine, poi il clamoroso liscio di Balerdi spiana la strada a Cunha. La squadra di Gasp è sulle gambe e dopo tre minuti arriva il 3-2 ancora di Cunha che tira una sassata sul primo palo prima di essere espulso.
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