Forzaroma.info Rassegna Stampa Roma Leggo Capolavoro: Malen e El Shaarawy gol, la Roma va in Champions
Leggo

Capolavoro: Malen e El Shaarawy gol, la Roma va in Champions

Redazione
Una qualificazione che mancava da sette anni arrivata alla fine di una vera e propria battaglia con il Verona che ce l'ha messa tutta

Il capolavoro è compiuto ed è andato oltre le più rosee aspettative. La Roma chiude il campionato da terza forza della classe prendendosi una Champions che mancava da sette anni al termine di una vera e proprio battaglia col Verona. Un'impresa firmata Gasperini e suggellata da una prova pazzesca di Paulo Dybala. Nel primo tempo contro l'Hellas è la Joya a prendersi i giallorossi sulle spalle. La squadra di Sammarco è in clima da finale e va vicinissima al gol con Bowie che trova una prodezza di Svilar. La Roma fatica a trovare spazi se non con l'argentino che trova il primo miracolo di Montipò su punizione. Nella ripresa - scrive Francesco Balzani su Leggo - Gasp azzecca i cambi mentre Dybala continua a dare spettacolo. E dopo 5 minuti fa espellere Valentini, il primo snodo della gara. Passano altri cinque minuti e arriva il fallo di mani di Bowie in area di rigore. Dal dischetto va Malen, ma sbaglia. Niente paura però, c'è ancora Dybala che arriva come un falco e serve proprio l'olandese rimasto sul dischetto. Stavolta Donyell non sbaglia. Da qui in poi è un monologo giallorosso ma sono anche tante le occasioni non sfruttate: prima Soulé, poi lo stesso Dybala trovano Montipò. La tensione sale, manca poco e il Verona ce la mette tutta. A firmare l'ultimo capitolo da film epico ci pensa El Shaarawy. Il Faraone con un pallonetto, su solito assist della Joya, chiude il match e corre sotto il settore ospite in lacrime alla sua ultima partita con la maglia della Roma. E' finita, la Roma è in Champions e scavalca anche il Milan. A fine partita Gasp corre sotto la curva con gli occhi lucidi. Come sono lucidi quelli di Mancini: "Mi viene da piangere, ho il cuore a mille. Questa è una vittoria del gruppo. Dentro di noi ce lo siamo sempre detti anche quando ci davano per spacciati".