Stadio Roma, Prosperetti verso il vincolo su Tor di Valle
Sono ore decisive per l’ippodromo di Tor di Valle. Entro i primi giorni della prossima settimana verrà inoltrata alla Commissione regionale per il patrimonio culturale, che ha il compito di emettere il vincolo, la richiesta della Soprintendenza. Spetta a Francesco Prosperetti formularla, avendo lui ereditato la pratica avviata quando soprintendente era Margherita Eichberg. Eichberg aveva concluso che quell’architettura, realizzata da Julio Lafuente nel 1959, fosse di grande pregio, e che quindi andasse tutelata e non sacrificata per costruire lo stadio della Roma. Anche Prosperetti, architetto sensibile alla produzione novecentesca, sembra orientato in questa direzione, scrive Erbani su "La Repubblica". Ma i tempi sono stretti (la scadenza è martedì 13) e la situazione resta aggrovigliata. A complicarla ulteriormente è intervenuta prima la soppressione della Soprintendenza guidata da Eichberg. La procedura di vincolo riguardava sia la tribuna, sia la pista. E anche, con un vincolo indiretto, una zona di rispetto.
Negli anni l’ippodromo è stato manomesso. Ma nulla che non si possa ripristinare, secondo Eichberg. La procedura di vincolo era sostenuta dalla Direzione generale arte e architettura contemporanea, da quella belle arti e paesaggio e dal parere positivo di diversi comitati di settore tecnico-scientifici del ministero. C’era però un dettaglio che minava la compattezza del ministero. Nel 2014 la Direzione regionale dei beni culturali – titolare Federica Galloni, che poi sarebbe passata alla Direzione generale arte e architettura contemporanea – aveva espresso un parere sul progetto di stadio della Roma che veniva diversamente interpretato: c’era chi lo giudicava un nulla-osta per il piano di James Pallotta e di Luca Parnasi, chi invece ne metteva in risalto la segnalazione delle tante criticità di quel piano.
La questione è molto delicata. E rischia di finire fra gli argomenti che gli avvocati potrebbero proporre a un Tar chiedendo l’annullamento del vincolo. E proprio sull’armonizzazione della procedura sembra sia ora impegnato Prosperetti. Ma in che modo l’eventuale vincolo potrà ostacolare i piani della Roma? Questo è un altro capitolo ancora. Un’ipotesi è che, se dovesse essere confermato anche nella conferenza dei servizi, il vincolo potrebbe costringere a una nuova modifica del progetto dello stadio. Ma non al suo annullamento.
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