Mou si giustifica: "Non sono Harry Potter". Dybala out, a Milano Lukaku-Belotti
"Non sono Harry Potter". E magie con questa Roma non se ne possono fare. Almeno a sentire Mourinho, che alla vigilia della sfida con il Milan (questa sera ore 20.45), ha provato a spiegare ancora una volta i motivi della sconfitta al derby, scrive Marco Juric su La Repubblica. "Tutti conoscono le nostre difficoltà. Magari qualcuno non vuole am-metterle, ma ci sono. Alcuni pensano che mi chiami José Harry Mourinho Potter, il livello di aspettative è altissimo. Con tutte le assenze siamo a -4 dal quarto posto, qualcosa di quasi impossibile viste le rivali". Le giustificazioni per lo Special One sono tante. Infortuni, mancanza di qualità ed errori individuali: "Con la squadra ho avuto una riunione dura, specialmente con qualche giocatore. C'è gente che deve dare di più". Responsabilizzazione Il discorso è chiaro e rivolto ai calciatori: «Se un giocatore sbaglia individualmente la direzione è sempre quella di dare la colpa all'allenatore, ma nel mio rapporto diretto con loro non risparmio nulla». Come a dire. Sbagli tu, perdiamo noi. "Ma la colpa non è sempre mia, perché quando so di aver svolto bene il mio lavoro posso solo sentirmi tradito".
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