Il romanzo di Roma-Inter, lo scudetto ha già il suo duello
Sabato pomeriggio, nella città di Claudio Baglioni: non può che essere un appuntamento romantico. È già una storia importante, quella tra Roma e Inter, le uniche a punteggio pieno, forse le uniche già strutturate e pronte. Eppure, tra la capitale politico-istituzionale d'Italia e quella economico-finanziaria, tra Milano che ha San Siro e Roma che ha l'Olimpico, i due templi della Nazionale, è stata di rado una faccenda tricolore, e meno che mai tra Roma e Inter: si sono contese il titolo per davvero appena tre volte in cent'anni. L'attesa è enorme, chi se l'aspettava. La Roma ha realizzato 12 gol e ne ha incassato uno soltanto, ha il capocannoniere (Malen, 6), ha ampliato le possibili alternative di formazione. L'Inter ha appena fatto riposare Lautaro, il re dei marcatori nell'ultimo campionato, ma in quattro hanno già segnato due volte (Lautaro, Çalhanoglu, Thuram ed Esposito). Lo scrive Maurizio Crosetti su La Repubblica. E' curioso l'ampio pantheon comune tra Inter e Roma, non solo i due comandanti in panchina (Chivu e Gasperini) ma personaggi di peso assoluto come Mourinho, l'ultimo ad aver vinto in Europa con le due squadre (e restando ai tecnici Helenio Herrera, Ottavio Bianchi, Claudio Ranieri, Luciano Spalletti), ma anche Batistuta e Cassano, Samuel e Nainggolan, Pizarro е Маіcon, Lukaku e Dzeko, Delvecchio e Di Biagio, e forse non tutti ricordano che il grande Roberto Pruzzo era cresciuto nelle giovanili dell'Inter. Come Zaniolo, che ha dato alla Roma la Conference League. Sabato pomeriggio (a proposito, Baglioni tifa Roma), le due capitali capitalizzano.
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