Como e Roma altro che show, espulsioni e accuse senza gol
Le primarie dello stadio Sinigaglia non hanno prodotto un candidato credibile. La sfida fra Como e Roma avrebbe potuto indicare la sfidante dell'Inter nella corsa scudetto, invece ha mostrato le ragioni per cui entrambe sono ancora distanti dai campioni in carica. Il pareggio sul lago, il primo 0-0 di questa Serie A, arrivato alla 54a partita, è nato dall'incrocio dei timori di due tecnici che fin qui avevano invece fatto giocare le loro squadre con coraggio. Gasperini al triplice fischio dell'arbitro ha esultato: la Roma è ancora imbattuta. Ma, scesa l'adrenalina della resistenza in dieci contro undici, è tornato ai toni polemici che in questo esaltante avvio di stagione sembrava avere abbandonato. Commentando l'entrataccia di Malen su Kaiki, costata all'olandese il primo rosso in carriera, ha detto: "Se fermi il fotogramma è evidente, ma così si torna a quello che è stato un danno per il calcio dei nostri anni". Oltre a Svilar infortunato, sabato contro il Genoa dell'arciromanista De Rossi dovrà fare a meno anche del centravanti, per cui i tifosi temono addirittura uno stop di due giornate. Mercoledì all'Olimpico arriverà il Real Madrid di Mourinho. Nella partita meno spettacolare della stagione - scrive Franco Vanni su La Repubblica — il vero spettacolo lo ha offerto l'arbitro Fabbri, che per una buona mezz'ora non ha fischiato nulla, nemmeno il contatto Wesley-Diao, poi di punto in bianco ha cominciato a gestire il traffico a suon di cartellini. Alla fine sono stati sei, quanti i tiri in porta delle due squadre messi insieme. A ringraziare per lo scialbo pari è la Lazio, con grande scorno dei giallorossi, oltre ovviamente all'Inter.
© RIPRODUZIONE RISERVATA