(Corriere della Sera - G.Piacentini) - «Siamo qui per allenarci, se fossimo stati in un villaggio Valtur sarebbe stato diverso».
Zeman: «Non è la Valtur. E il mercato è ancora lungo»
In cinque giorni di allenamento - compresi i due a Trigoria - la Roma ha corso più che negli ultimi due ritiri. Eppure per il tecnico boemo siamo ancora all’inizio. «Il lavoro che facciamo non è duro, stiamo ancora effettuando lunghe passeggiate nei boschi. Dobbiamo mettere le basi per costruire la stagione, è normale che si fatichi ma il calcio è uno sport di movimento, non è come negli scacchi. Durante una partita un giocatore molto bravo tiene la palla tra i piedi in media per tre minuti, poi deve correre».
È uno Zeman convinto e determinato, che lancia segnali ai tifosi ma anche alle avversarie. «Sento l’affetto dei tifosi,ma sarò più contento se faranno lo stesso a fine stagione. Ci saranno gioie e dolori per tutti, speriamo che le gioie siano di più. Io voglio competere per fare risultato, gli avversari si possono chiamare Milan, Juve o Pescara: bisogna vedere dove si arriva, ma si parte tutti alla pari ». Alla pari partono anche i giocatori giallorossi, a prescindere dal nome. «Il posto bisogna conquistarlo sul campo».
E Totti? «L’ho visto crescere e per me è sempre Totti: magari fisicamente non sarà più quello di 13 anni fa, sulla posizione dovrò vedere dove può servire di più alla squadra». Una squadra che tra qualche giorno potrebbe essere molto diversa da quella che si sta allenando a Riscone. «Il mercato è ancoramolto lungo, ci sono parecchie possibilità di spostamenti. Per il momento sono tutti tesserati della Roma, se poi vogliono cambiare hanno la possibilità di farlo, visto che sono molto bravi. Tachtsidis? In serie B mi ha impressionato. Top player è un termine inventato per i giocatori che costano tanto, ma non è detto che uno che costa 20 milioni faccia la differenza».[...]
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