Il Corriere della Sera

Tutta la Roma

Redazione
Dopo Tirana e Budapest, Verona è la terza 'finale' della gestione Friedkin. Con Gasperini pure infortunati e squalificati. Koné: "Facciamo la storia"

Tirana. Budapest. E poi Verona, che è la terza finale dell'era Friedkin. Non la più importante, ma quella che più delle altre due confermerebbe in caso di successo il percorso di crescita di una società che un anno fa ha cambiato modo di ragionare e costruire. E' una finale, dunque, e come tale va trattata. Lo sa pure Gian Piero Gasperini che infatti stasera per Verona imbarcherà tutta la rosa, compreso chi certamente non potrà giocare (infortunati e squalificati). Tutto vogliono esserci, tutti devono esserci. La vedrà pure il vicepresidente Ryan Friedkin, sempre più a contatto con i giocatori come da desiderio dello stesso allenatore. Lo scrive Davide Stoppini su Il Corriere della Sera. Il clima a Trigoria viene descritto di assoluta concentrazione. La Roma ha il match point tra i piedi, la pressione oggi è persino superiore rispetto all'anno scorso ma lo è anche la consapevolezza di una squadra rimasta sempre sul pezzo lungo questa stagione. Qualche dubbio di formazione: si va verso il tridente con Soulé dall'inizio, a centrocampo ballottaggio Pisilli-El Aynaoui con Koné destinato alla panchina. Proprio il francese: "Con la Champions potremmo entrare un po' nella storia".