Soulé guida la Roma. In attacco Castro insidia Malen
Funziona spesso così: partendo dal basso, non puoi che risalire. Non puoi che costruire un futuro migliore. È andata in questo modo pure con Matias Soulé, che ha passato un'estate con il cartellino "vendesi" appeso al collo. Tornato dalle vacanze, intercettato dai cronisti a Fiumicino che gli chiedevano se sarebbe rimasto oppure no, non riuscì neppure a rispondere. Gasperini in sala stampa non fece neppure mistero di come l'attaccante fosse tornato sovrappeso, scrive Davide Stoppini su Il Corriere della Sera. Ecco: in due mesi Soulé ha rovesciato il mondo. Ha rovesciato se stesso e di conseguenza il mondo, meglio ancora. A Napoli ha fatto vedere, per continuità e non solo valutando le singole giocate, la migliore prestazione da quando veste la maglia giallorossa. E l'ha fatto dentro una partita difficile, trascinando i suoi alla rimonta e per la verità anche prima, lungo tutto l'arco della partita. Di Soulé s'è sempre sottolineato come, lungo la scorsa stagione, abbia molto spesso fallito la prestazione nei big match: quando il livello delle partite si alzava, lui non riusciva a essere trascinatore. Napoli ha segnato un'inversione di tendenza molto netta, in questo senso. Soulé ha fatto bene tutto. Nel tridente troverà spazio Rodrigo Mora, da trequartista puro, che si muoverà sulla tracce dell'ex Romano: incrocio curioso e neppure banale per lo svolgimento del match. Per la terza maglia del tridente c'è un ballottaggio tra Malen e Castro. L'olandese è ancora avanti, ma l'argentino ha buone chance di un sorpasso per tornare titolare dopo il gol segnato una settimana fa al Genoa.
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