Forzaroma.info Rassegna Stampa Roma Il Corriere della Sera Se la squadra mi dà emozioni voglio bene anche ai suoi difetti

Se la squadra mi dà emozioni voglio bene anche ai suoi difetti

Redazione
"Ci sono momenti chiave, nel calcio e nella vita, in cui serve solo voler bene. E se non ora, quando?"

Dopo questa Roma-Inter io voglio bene a Robin Olsen, perché le rinvia tutte fuori, ma quasi mai le fa entrare in rete. Ad Aleksandar Kolarov che un anno fa travolgeva avversari e partite e quest’anno le risolve battendo un rigore che avrebbe fatto tremare gente con la faccia più da duro di lui, se ne esiste. A Kostas Manolas che si perde Icardi, ma che alla fine, lui, non si perde mai. A Juan Jesus con le sue incertezze e la certezza che, in qualche modo, spesso arriva a salvare e a salvarsi. A Davide Santon perché tutti sbagliano ma lo sbaglio vero è non provarci. A Bryan Cristante cui manca l’acuto ma mai il rendersi utile, nel suo serio impegno. A Steven Nzonzi perché dà sicurezza anche quando fa un errore, perché mette ordine anche se non inventa e chi naviga sa quanto serve un faro in mezzo al mare. Ad Alessandro Florenzi che poteva fare il gol della svolta, ma che ci va vicino e corre, corre come se non ci fosse un domani. A Nicolò Zaniolo e il perché lo capiscono tutti. A Cengiz Under che sbaglia gol possibili con la sfrontatezza con cui segna gol impossibili. A Patrik Schick che entra in campo con l’etichetta di inadeguato, buono per il ritorno alla Samp, e ne esce con una giocata da fenomeno e la fatica di chi ha fatto il lavoro sporco per 90 minuti. Io voglio bene a subentrati e panchinari. E ad Eusebio Di Francesco, che non è il mio allenatore ideale, ma che è il mio allenatore. Perché ci sono momenti chiave, nel calcio e nella vita, in cui serve solo voler bene. E se non ora, quando?

(P. Di Caro)