Mago Castro accende la Roma. Gasp resta attaccato alla vetta
Tutto si trasforma, nulla si dimentica. Da ragazzino Santiago Castro da San Martin, Argentina, comincia a giocare a calcio a 5, prima di farsi convincere al campo a 11. Eccolo lì, allora. Il Torito, così lo chiamano, dev'esserselo ricordato all'inizio del secondo tempo di una partita in cui la Roma stava faticando da matti contro il Genoa. Un calcio d'angolo, un pallone in mischia di quelli che non sai che farci. E invece Castro da fermo tira fuori uno "scavetto" con il destro, di mezzo esterno, che non può non essere un retaggio del calcio a 5 praticato da bambino, scrive Davide Stoppini su Il Corriere della Sera. Un gol bellissimo, che mette in discesa la serata di Gian Piero Gasperini. Tanto che sembra quasi naturale che un quarto d'ora più tardi il 2-0 finale lo segni uno che un po' ragazzino lo è ancora, Emanuele Lulli, classe 2007: a inizio agosto aveva la valigia pronta per il prestito all'Avellino, in serie B, ora si trova a segnare sotto la curva Sud. L'altra Roma — quella con soli due titolari rispetto all'undici teorico di inizio stagione e con sette undicesimi diversi rispetto alla partita con il Real Madrid - vince, tiene il passo dell'Inter e si prende momentaneamente il secondo posto, aspettando il posticipo di stasera tra Juventus e Lazio. Soprattutto, dimentica l'incredibile 3-4 incassato in Champions da José Mourinho. Guarda il caso: il gol di Castro arriva sugli sviluppi di un angolo nella stessa porta che ne aveva visti trasformati tre mercoledì scorso, dai Blancos. Il Genoa, fino all'1-0, aveva coperto bene il campo: il 3-4-2-1 dell'ex De Rossi (al solito, applauditissimo) di fatto era un 5-4-1 in fase difensiva, che poco lasciava spazio alle giocate della Roma, pericolosa nel primo tempo — al netto di una conclusione debole di Soulé - solo su angolo (ancora!) con la traversa di Balerdi.
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