(Corriere della Sera - G. Piacentini) - Che fine ha fatto Maarten Stekelenburg? Quello vero, il portiere ammirato nell’Ajax e protagonista con la nazionale olandese ai Mondiali in Sudafrica? Quando è arrivato, due estati fa, sembrava che la Roma avesse sistemato per molti anni il «problema numero 1», e invece le aspettative sono andate deluse. Dopo un campionato in cui i bassi sono stati superiori agli alti ed un’estate in cui la possibilità di una sua cessione è stata seriamente presa in considerazione, l’inizio di stagione sembrava promettente.
Le «stecche» di Stek sono costate tre punti
Qualche buona prestazione, nessuna responsabilità evidente sui gol subiti nelle prime giornate, fino al primo pasticcio contro il Bologna (in comproprietà con Burdisso, per la verità) e poi a quello contro la Sampdoria. Un cross di Berardi che sembrava innocuo si è trasformato in una trappola, che ha servito sui piedi di Munari la palla del pareggio e ha in pratica sottratto due punti alla Roma (più uno col Bologna). «Stekelenburg ha sbagliato come in passato è successo anche a qualcuno più bravo di lui. Saprà dimostrare il suo valore quando sarà chiamato a farlo», la difesa d’ufficio di Zeman a fine partita che però non chiarisce se il posto da titolare è a rischio. «A Pescara avevo cominciato con un portiere, poi non la prendeva mai e ho cambiato», l’avvertimento del tecnico boemo qualche settimana fa.
Difficile immaginare un esordio di Goicoechea a Torino contro la Juventus (Spalletti fece esordire Doni in un derby contro la Lazio) ma il ballottaggio sembra destinato ad andare avanti a lungo. [...]
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