Forzaroma.info Rassegna Stampa Roma Il Corriere della Sera Da mister turnover ai titolarissimi. La nuova Roma di Di Francesco

Da mister turnover ai titolarissimi. La nuova Roma di Di Francesco

Redazione
I giallorossi hanno ritrovato stabilità grazie ad alcuni elementi ai quali il tecnico non può rinunciare

Di Francesco crede nel gioco "ad alta intensità": pressing e riconquista del pallone, possibilmente nella metà campo avversaria; verticalizzazioni e inserimenti dei centrocampisti in zona gol; ampio uso del turnover per avere sempre una squadra aggressiva. Non è un caso che i giocatori più sostituiti, nel suo metodo, sono gli esterni di attacco, chiamati a sdoppiarsi tra 4-3-3 in fase offensiva e 4-5-1 in quella difensiva. Questo tipo di Roma si è visto davvero tra ottobre e novembre, con i picchi di qualità contro il Chelsea, a Firenze e nel derby.
I problemi, però, sono iniziati quando gli infortuni e i flop di mercato hanno tagliato drasticamente le rotazioni. I risultati sono andati in calando e la squadra ha perso fiducia, anche nel modulo. È così che, dopo una striscia di sette partite senza vittorie, la Roma è passata dal 4-3-3 al 4- 2-3-1. Esperimento breve, con le vittorie contro Hellas Verona e Benevento, ma anche con il crollo nella ripresa contro lo Shakhtar Donetsk (da 1-0 a 1-2), che ha convinto Di Francesco a ritornare subito all’amato 4-3-3.
Contro gli ucraini, per recuperare l’1-2 dell’andata, rientreranno Dzeko e Fazio al posto di Schick e Juan Jesus. L’unico altro cambio sarà Perotti per El Shaarawy. È nata così una Roma di intoccabili, ai quali Di Francesco si è legato a doppio filo. Alisson è il giocatore più impiegato: 2520 minuti in campionato più 630 in Champions (non ha giocato solo Roma-Torino di Coppa Italia). Poi ci sono Kolarov (2.307 più 630), Dzeko (2.275 più 628), Nainggolan (2006 più 610) e Fazio (2.022 più 473). Nel mercato di riparazione Di Francesco si è battuto perché Dzeko non fosse ceduto al Chelsea, trovando una preziosa sponda nella moglie del centravanti. Dzeko ha giocato – tra Wolfsburg, Manchester City e Roma – 46 partite di Champions e segnato 12 gol(4 con i tedeschi, 3 con gli inglesi e 5 con i giallorossi). Il gioco della Roma passa soprattutto da lui e dall’amico fraterno Kolarov. In mancanza di un vero regista di centrocampo, la Roma ha adattato i due balcanici al doppio lavoro. Il passaggio del turno vale oltre 10 milioni, tra premio Uefa e incasso. Arrivare in campionato nelle prime quattro ancora di più. Il presente sono i titolarissimi, il futuro non lo conosce nessuno.

(L. Valdiserri)