Forzaroma.info Rassegna Stampa Roma Il Corriere della Sera Da Bove al Parioli, c'è Roma in finale con Cobolli. Edo: "Si è costruito il destino"

Da Bove al Parioli, c'è Roma in finale con Cobolli. Edo: "Si è costruito il destino"

Redazione
In tribuna al Roland Garros con gli amici di sempre. Il 'fratello' romanista: "Essere a Parigi era naturale, tutta Italia lo spinge"

Si fosse giocata in Italia, questa finale, sarebbe stata una di quelle domeniche da fare le classiche «macchinate» e partire all’alba, come quando gioca la Roma. Pranzo al sacco, sciarpa al collo e alle 15 in punto tutti allo stadio. Gli amici più stretti di Flavio Cobolli, però, si erano portati avanti, perché prima di arrivare alla sfida decisiva contro Sascha Zverev ce n’erano state altre: non solo il quarto vinto contro Auger-Aliassime o la semifinale non giocata contro Arnaldi. Il nucleo storico degli amici di Flavio è lì dall’inizio: Matteo, il figlio di Vincenzo Santopadre (e nipote di Zibi Boniek), ma anche Lorenzo Bielli, un altro di quelli cresciuto al Parioli, mentre Giuseppe Calì era già a Parigi perché studia in Francia. Poi si è aggiunto Edoardo Bove, “fratello” dai tempi delle giovanili della Roma. Hanno condiviso la maglia giallorossa, poi le loro vite hanno preso strade diverse: Cobolli era a Tirana e Budapest per Edo, Edo è stato a Wimbledon ed è arrivato a Parigi per Flavio. Lo scrive Marco Calabresi su Il Corriere della Sera. vio. "Mercoledì avevamo organizzato il viaggio in gran segreto con Guglielmo e Matilde (fratello e fidanzata di Cobolli, ndr), eravamo pronti ad assistere alla semifinale e ad abbracciarlo a fine match", racconta Bove. Un legame pubblico ma intimo, il loro: "Flavio si è costruito il suo destino, avrà un Paese che soffierà alle sue spalle. Io sono semplicemente un amico: essere a Parigi era naturale, dopotutto abbiamo condiviso tanto in questi anni e sono felice di poter far parte della sua famiglia".