Alisson, il Brasile non basta: «Ma devo portare pazienza»
«Mi piacerebbe giocare tutte le partite nella Roma e mi alleno per questo, ma le poche volte che ho giocato ci ho messo sempre il massimo impegno». Strana storia quella di Alisson: titolare inamovibile del Brasile, panchinaro di lusso nella Roma. Con la maglia della «Seleçao» Alisson ha dimostrato di meritare la fiducia di Tite: un solo gol subìto nelle ultime cinque partite giocate, e negli occhi la grande prestazione nella vittoria per 3-0 contro l’Argentina. In giallorosso però Spalletti ormai lo ha relegato a «portiere di coppa» e gli preferisce Szczesny, che con la nazionale polacca vive una situazione diametralmente opposta, essendo la riserva di Fabianski. Un ruolo, quello del «secondo», che ad Alisson sta stretto, scrive Gianluca Piacentini su "Il Corriere della Sera".
Se a giugno Szczesny andrà via, per Alisson si spalancherà la porta giallorossa, altrimenti farà le valigie. «Ho sempre voglia di giocare – le sue parole in conferenza stampa – la gente di Roma lo sa. Mi chiedono di essere paziente, perché è un momento di transizione e io mostrerò sul campo quello che posso fare». Nel frattempo lo fa nelle poche occasioni in cui gioca, in coppa e in nazionale. «Preferisco pensare all’obiettivo successivo, alla partita successiva. Durante le gare e gli allenamenti mi sento fiducioso: mi applico molto nel corso della settimana, così quando arrivo in Nazionale riesco ad avere il ritmo giusto. Non è un problema per me, e questo credo che sia più importante dei dati statistici che mostrano le presenze nel club».
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