Tommasi: "Tavecchio in antitesi con lo sport"
Intervistato da Roma Tv per la rubrica "Slideshow", Damiano Tommasi ha parlato del suo passato da calciatore e del suo presente da dirigente sportivo, presidente dell'Associazione Italiana Calciatori. Ecco un estratto della sua lunga intervista per l'emittente televisiva giallorossa.
Sul suo ruolo nel mondo del calcio.
"E' l'impegno attuale e la cosa più bella è che non mi hanno fatto passare la voglia. Quando entro in uno spogliatoio vorrei urlare quanto ci sia di bello e quanto stiamo sprecando. Il calcioscommesse, il doping, quel che è successo al Parma sono tutte vicende che non aiutano. La voglia c'è, speriamo possa fare meglio".
Sul presidente della FIGC Carlo Tavecchio.
"Non era il candidato dell'AIC, lui è figlio della mentalità che c'è oggi. Viene da un lavoro in banca, la sua estrazione è di quello che controlla i conti. Spesso e volentieri è in antitesi con lo sport, rischia di prendere il sopravvento rispetto a scelte che dovrebbero basarsi solo sui principi sportivi".
Su Panucci, Montella e Totti.
"Due sono bravi allenatori, uno gioca ancora. Ai tempi della Roma correvo io per lui...".
Sui successi a Roma.
"Aver vinto qui, oltre al ricordo molto positivo dei tifosi, è stato per me un riscatto. I primi anni non mi apprezzavano né loro né la stampa. Esserci arrivato è stato meritato per tutti noi. Franco Sensi? Il mio unico presidente in A. Un rapporto diretto, fatto di poche parole. Si è meritato di rimanere nella storia, peccato non si sia goduto a pieno lo scudetto e l'esperienza in Champions League".
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