Forzaroma.info News Calcio Presentazione Hernanes: "Mi piace l'Inter perchè non è mai scesa in B e mai coinvolta in scandali"

Presentazione Hernanes: "Mi piace l'Inter perchè non è mai scesa in B e mai coinvolta in scandali"

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Oggi Hernanes si è presentato al suo nuovo club, l'Inter. Arrivato nel mercato di gennaio l'ex Lazio ha sostenuto la sua prima conferenza stampa da giocatore nerazzurro:

E' uno dei giorni più importanti della tua carriera."E' vero, sono molto felice di far parte di questa società. E' una grande emozione, vorrei che anche alcune delle persone che mi hanno sostenuto in questi anni fossero qui. Ma saranno contenti lo stesso anche lontani".

Com'è andata tra Lazio e Inter? Vuoi fare chiarezza?"Già ho parlato tante volte, ma non è mai abbastanza: da quando ho saputo che l'Inter mi voleva, subito mi sono sentito propenso ad accettare perché era un passo importante della mia carriera, un'opportunità unica per me. Mi hanno fatto sentire subito molto importante e da subito sono stato contento di avere questo interesse e volevo che le parti fossero d'accordo per questa trattativa. E' un piacere essere desiderato da una squadra come l'Inter, una squadra con una maglia che pesa molto nel calcio italiano e internazionale. Ero fiero di me stesso, ma aspettavo che andasse bene per tutti".

Ci sono grandi aspettative, specie in un anno difficile:"Sì ma sono convinto che faremo bene. Ho visto grandi qualità in questo gruppo, sono contento di questa scelta. C'è anche un grande allenatore, che ha pesato molto in questa scelta: con Mazzarri posso crescere molto come giocatore. Abbiamo tutte le possibilità di fare bene e di arrivare ad alti livelli come è sempre stato per l'Inter. Sono pronto per giocare il mio calcio, fare quello che so fare. E' un momento splendido della carriera e della mia vita: da tre anni vedo l'Inter da esterno, ora ho voglia di vincere e credo che tutti i miei compagni e il mister vogliano vincere ancora".

Qual è il tuo ruolo preferito?"Mezz'ala destra o sinistra, in Nazionale però faccio il mediano e nella Lazio giocavo sulla trequarti. Ma preferisco giocare mezz'ala perché posso fare la fase difensiva e finalizzare".

Hai già parlato con Mazzarri?"Sì, gli ho detto che il mio ruolo preferito è quello. Ma a 14 anni cominciai da terzino sinistro... A centrocampo mi trovo bene ovunque, dipende dalle esigenze dell'allenatore. Se vuole giocatori da mettere più indietro per impostare l'azione mi va bene".

Tu tre anni fa eri stato vicino a essere dell'Inter. Questo ha influito oggi?"Non mi ricordavo, in Brasile avevo 10mila procuratori e uno di loro mi fece firmare una proposta dell'Inter. Poi non sapevo cosa fosse successo. Io ricordo che potevo far parte dell'Inter che ha vinto tutto".

FcIN chiede: ti senti a tuo agio in questo nuovo ambiente? E tre anni e mezzo dopo sei pronto per trainare l'Inter?"Sì, mi sento a mio agio e ringrazio tutti per l'accoglienza positiva. Mi sento già a casa, anche alla Pinetina sono stato accolto molto bene. E sicuramente sono pronto, ho 28 anni e nella mia vita ho sempre raggiunto i miei obiettivi, magari ci ho impiegato un po' di più ma riuscivo sempre ad ottenere ciò che volevo. Io credo che Dio gestisce tutto, poi sotto tutti gli aspetti mi sento più maturo e pronto per questa esperienza. Quando venni qui massacrai la lingua italiana...".

Cos'è successo fuori da Formello? Hai un pensiero per i laziali?"Io mi sono trovato molto bene a Roma, si è speculato sempre su offerte ma nessuno mi ha voluto come loro quando mi hanno portato qui e per questo ringrazierò la squadra. Ma l'Inter mi ha voluto fortemente e sarò grato per questa opportunità e per la fiducia".

Hai visto la gara con la Juve? Cosa pensi di dare per risolvere i problemi dell'Inter?"Io ho visto due cose positive: la qualità del gruppo e il fatto che tutti della Juve tornavano dietro mentre l'Inter palleggiava. Questo è rispetto per l'avversario, e questo mi è bastato per avere più entusiasmo".

Cosa pensi di poter mettere a posto?"Io ho tanta voglia di vincere, insieme possiamo trovare risultati. E' quello che conta nel calcio, penso di poter portare risultati con la mia determinazione".

Sei all'Inter per vincere. Ma cosa manca all'Inter per fare corsa alla pari con la Juve?"Le qualità ci sono ed è la cosa più importante, nonostante il momento ci sono grandi giocatori e un grande allenatore. Possiamo lottare con chiunque, serve tempo".

Domenica ti puoi emozionare entrando a San Siro?"Sicuramente, quando l'ho visto la prima volta ero impressionato dalla bellezza, è un campo magico. Ma noi giocatori abbiamo imparato a gestire queste situazioni, speriamo che cominci bene".

Il fatto di essere l'acquisto più caro del mercato ti influenza?"Io sono responsabile e so valutare le cose. So che è stato fatto un grosso investimento, ma se si decide di spendere così tanto e perché si ha fiducia in me, penserò soltanto a quello che so fare. E' ciò che mi ha portato qui e continuerò a farlo, mi allenerò sempre, proverò sempre a imparare perché così sono cresciuto, mai ho pensato di essere già arrivato e so di poter crescere ancora".

Allenandoti coi giovani, puoi dire chi ti ha impressionato di più e se puoi dare consigli?"Non posso fare un nome piuttosto che un altro, ma già sapevo quanta qualità ci fosse qui. Vedendo da vicino ti accorgi di più, posso dire che

Ausilio: che soddisfazione c'è a trattare un top player?"L'accenno della storia rivela quanta volontà c'era a prendere Hernanes. Ci è voluto un po' di tempo in più ma ci siamo riusciti, una trattativa dura anche dal punto di vista ambientale viste le difficoltà sorte a Roma. E' un calciatore che darà una mano all'Inter, sarà da stimolo ai campioni che ci sono e ai giovani che abbiamo. In 15 anni abbiamo vinto più di tutti, non siamo diventati di colpo un club che non sa costruire più. Ora stiamo ripartendo, altri giocatori arriveranno, serve fiducia. Abbiamo voglia di costruire un'Inter forte, col tempo arriverà".

Cosa ti piace di più dell'Inter e della sua storia?"Che è stato l'unico dei club in Italia mai sceso in Serie B, e ciò vuol dire che è una società seria che sa come ottenere risultati. Poi è sempre stata lontano dagli scandali, e questo mi piace. Voglio vivere in pace, facendo le cose corrette; ed essere in una società così rinforza questo attaccamento".

Come ti senti a essere presentato come una stella?"E' un momento meraviglioso, ricordo ancora quando da ragazzino prendevo l'autobus per allenarmi. Avevo però già idea di dove volevo arrivare, un giorno sono entrato in una chiesa evangelica e il predicatore mi ha fatto scrivere il sogno che volevo realizzare. Avevo 16 anni, da lì in poi ho puntato il mio obiettivo nel calcio, e arrivare qui oggi è un sogno che sta diventando sempre più reale, non ci sono parole per esprimere questa soddisfazione".

In ottica Mondiale, il passaggio all'Inter ti può fare avere più spazio? Hai parlato con Scolari?"Non ho ancora parlato con Scolari, ma credo che mi dia un po' di credibilità in più. Sono all'Inter, il livello si è alzato di un gradone, penso che quello sia importante".

A Roma dicesti che avresti segnato e vinto il derby. Te la senti di prometterlo anche a Milano?"Quella fu una cosa che mi chiesero i tifosi, non ho detto proprio così. Non voglio fare promesse, anche se sono Profeta non ne faccio, a parte metterci tanto impegno per ottenere risultati come ho sempre fatto. Queste cose più grandi arrivano come conseguenza. Lavoriamo e sudiamo".

C'è un campione dell'Inter cui ti ispiri?"Ronaldo, uno dei più forti della storia. Ma anche Recoba, i mancini mi piacciono e lui ha fatto grandi cose qui".

Può raccontarci in portoghese le emozioni del passaggio dalla Lazio all'Inter e i suoi obiettivi?"E' un momento molto importante della carriera e della vita, dopo tre anni e mezzo in un grande club come la Lazio, dove ho fatto buone cose, ma ora c'è l'Inter, che mi ha fatto una grande proposta, offrendomi l'opportunità di crescere (mischia con l'italiano, ndr). C'erano tanti club che mi volevano per davvero, ma sono felice di essere qui, sarà un grande passo della mia carriera. Grazie alla Lazio e all'Inter per la fiducia nel mio lavoro e nella mia persona".