Lotito sta col Prefetto: "Derby di lunedì sera scelta oculata e responsabile"
Non c'è, paradossalmente, ancora niente di sicuro ma il derby della capitale si giocherà lunedì 18 maggio alle 20.45. Un argomento che sta creando un dibattito importante a Roma e in tutta Italia. A margine della cena di gala alla vigilia della finale di Coppa Italia è intervenuto anche il presidente della Lazio Claudio Lotito: "Mi attengo a quello che ha detto Sarri. Fare un derby con la finale degli Internazionali, che sono molto seguiti, è un rischio maggiore a livello di sicurezza soprattutto per il grande pubblico. Il Prefetto avrà fatto una scelta a ragion veduta, visto che lavorava in polizia e conosce benissimo Roma e i suoi problemi. Credo che avrà pensato a ogni possibile rischio nella credibilità nel nostro calcio, per me è una scelta oculata e responsabile. Pensate a cosa succederebbe se qualcuno facesse un gesto inconsulto proprio in quel momento. Ora poi Sinner è in forma smagliante, ne parla tutto il mondo", riporta 'Lalaziosiamonoi.it'.
Poi sulla candidatura di Giovanni Malagò a presidente della Figc, su cui Lotito era praticamente l'unico in disaccordo nella Lega Serie A: "Non ho nulla contro la sua candidatura, ho solo posto un problema da parte di chi conosce in modo più completo questo mondo. Lo dico per la mia esperienza. Negli altri paesi c'è una configurazione diversa da quella italiana. All'epoca c'erano i patron che ci gestivano e finanziavano; oggi c'è un calcio con società quotate, fondi, investimenti internazionali e richiedono un ruolo diverso della Lega di Serie A, che è il punto di riferimento. Io avrei fatto prima tutte le riforme, magari avrei anche messo Malagò come commissario. È come se uno si compra prima il cavallo e poi la stalla. Che fai? Il cavallo lo lasci per strada? Prima si compra la stalla, poi il cavallo. Prima si fanno le riforme e poi si affidano le chiavi della gestione alla persona giusta per crescere e migliorare. Io sono abituato a parlare con il substrato, non con le apparenze. Noi dobbiamo dare risposte concrete alla gente, oggi c'è una forma di disaffezione dettata dalla mancanza di risultati. Il sistema così com'è concepito è sbagliato: le leggi le fa il Parlamento, non la Federazione. Sarebbe stato più giusto che il Parlamento si fosse assunto la responsabilità di disegnare un nuovo assetto e poi il calcio, in autonomia, avrebbe dovuto designare chi gestiva questa nuova ripartenza nel sistema".
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