Forzaroma.info News Calcio Italia, Maldini: "C'era l'idea De Rossi CT, ma non si poteva. Guardiola era tentato"

Italia, Maldini: "C'era l'idea De Rossi CT, ma non si poteva. Guardiola era tentato"

Redazione
"Per Pep i soldi non erano un problema, ha rifiutato solo per stanchezza. Pirlo fatto fuori con un pretesto, Thiago Motta mai proposto"

Paolo Maldini, ex Direttore Tecnico dell'Italia in carica per circa due settimane prima di rassegnare le dimissioni e dell'inizio del 'nuovo corso' targato Ranieri-Mancini, ha rilasciato un'intervista a Il Corriere della Sera. La leggenda del Milan ha rivelato alcuni retroscena del rapporto con il Presidente della FIGC Malagò e non solo, anche in merito alla scelta del nuovo Commissario Tecnico della Nazionale. Di seguito le sue dichiarazioni:

Cosa è successo nella sua esperienza da direttore tecnico? "Rispetto all'inizio, i patti sono stati rivisti; di conseguenza l'unica cosa da fare era dimettersi. Anzi, rinunciare a firmare il contratto di quattro anni che doveva partire dal primo agosto".

Come ha fatto ad accettare senza che ci fosse l'accordo con Malagò sul nome del ct? "Infatti per prima cosa ho chiesto: il ct chi lo sceglie? Malagò mi ha risposto: l'allenatore lo decidete voi, e io lo avallo. Questo era l'accordo. Poi gli eventi hanno fatto sì che questa cosa cambiasse".

Con Pirlo? "La nostra idea era legata alla tecnica. Al gioco offensivo. A un cambiamento. In Italia siamo rimasti indietro su tante cose. Volevamo che la formazione dei ragazzi fosse basata non sull'esasperazione tattica ma sulla tecnica, l'uno contro uno, la mentalità offensiva. E volevamo un allenatore giovane, che avesse avuto una storia in Nazionale. I nomi erano tre".

Chi, oltre a Pirlo? "Daniele De Rossi e Fabio Grosso. Tre campioni del mondo. Ma il presidente ci ha detto che in base agli accordi che l'hanno portato all'elezione, con l'appoggio di tutti i club tranne la Lazio, non potevamo toccare gli allenatori delle squadre di serie A. Quindi De Rossi e Grosso erano esclusi".

La Lega non vi aveva promesso un aiuto? "Ma io capisco. A fine luglio le squadre sono già in ritiro, è difficile cambiare in corsa. Malagò ci ha detto: questo non si può fare. E noi siamo andati avanti con Pirlo".

Non c'erano proprio altri candidati? "Una telefonata al migliore allenatore italiano di sempre, al mio fraterno amico Carlo Ancelotti, l'abbiamo fatta. Ci ha risposto che il Brasile gli ha ribadito la completa fiducia, ci ha salutati dicendoci in bocca al lupo. Una telefonata doverosa".

E con Pep Guardiola com'è andata davvero? "È l'allenatore che più incarna il gioco tecnico e offensivo. Attraverso qualche amico aveva manifestato l'idea di allenare una Nazionale. Siamo andati a trovarlo a Barcellona, abbiamo pranzato insieme, abbiamo parlato per un'intera giornata. Era molto tentato. È andato molto vicino ad accettare. Si era messo anche a scrivere formazioni sui fogli ...".

È vero che ha chiesto venti milioni di euro? "Assolutamente no. I soldi non sono mai stati un tema. Pep ci ha detto chiaramente: datemi un euro in meno di quello che prendeva l'ultimo ct, e io sono a posto. Ha rifiutato per stanchezza. Guardiola viene da dieci anni massacranti in Premier. Si è operato alla schiena. Vuole riposarsi. Ma è stata una discussione molto seria, abbiamo studiato le rose, dagli under 17 in su ... Così siamo andati su Andrea. Malagò sapeva tutto, l'abbiamo informa to passo dopo passo".

Cos'ha Mancini che non va? Anche lui è stato un grande calciatore. Ha vinto un Europeo. "Si figuri se io non apprezzo Roberto Mancini. Ma avevamo un progetto diverso. Volevamo un ct nuovo, giovane. Mancini e Conte sono due grandi allenatori. E non è questione di amicizia".

Al suo posto ci sarà Ranieri. Cosa ne pensa? "La sua storia parla per lui. Non posso giudicare. Avere una figura come Ranieri è un plus, qualcosa di eccezionale. Dico solo che il lavoro da fare è enorme. Non so cosa gli sia stato chiesto. Temo che sarà data molta importanza alla Nazionale, e molta meno alla rifondazione del calcio italiano".