Forzaroma.info News Calcio Figc, Tavecchio: "Fare l'arbitro è il mestiere più difficile del mondo. Gli errori sono sempre in buona fede"

Figc, Tavecchio: "Fare l'arbitro è il mestiere più difficile del mondo. Gli errori sono sempre in buona fede"

finconsadmin
"Quella del sorteggio sarà una questione che sarà portata nelle sedi opportune. Portare la Serie A a 18 squadre. Questa è la prima riforma e ce la possiamo fare. Il campionato a 20 squadre crea delle situazioni anacronistiche"

Il presidente della Figc, Carlo Tavecchio, ha parlato a Radio Sportiva riguardo le designazioni arbitrali. "Gli arbitri sono oggetto di qualche critica, ma fare l'arbitro è il mestiere più brutto e più difficile del mondo. Quella del sorteggio sarà una questione che sarà portata nelle sedi opportune. Io sono dell'avviso che gli arbitri sono sempre in buona fede, poi gli errori ci possono stare. La Figc non può non difendere l'Aia che è nostro baluardo spero di onestà. Tutto il resto rientra nella sfera degli interessi dei club. E noi rispettiamo anche i club perchè rappresentano le nostre risorse, ma dobbiamo stare attenti a non confondere le regole con le situazioni. Il consiglio federale non interviene: prende atto delle segnalazioni. Come fatto nel caso della tecnologia applicata al calcio.

Il presidente ai è anche soffermato sulla Goal-Line Tecnology. "Partirà la stagione prossima, non partiranno le altre cose perché la Fifa ancora non ci ha risposto. Venerdì di questa settimana in Assemblea di Lega a Milan. Portare la Serie A a 18 squadre. Questa è la prima riforma e ce la possiamo fare. Il campionato a 20 squadre crea delle situazioni anacronistiche".

Tavecchio ha infine commentato anche le vicende del Parma. "Non posso conoscere la situazione, queste situazioni che si sono create ci indurranno a portare nuove normative per quanto riguarda l´accesso delle società per azioni e o delle srl alle società sportive di Serie A. Dopo di che metteremo un tassello finale a queste brutte storie che durante il campionato possono creare situazioni che rischiano di alterare i risultati sportivi. In caso di fallimento il curatore potrebbe decidere per la continuazione temporanea d’impresa come fatto altre volte per capire se si possa gestire la situazione. Il fallimento comunque azzera tutto”.