Forzaroma.info News AS Roma Una Roma 'zoppa' sulle fasce: Gasp corregge l'anomalia. E c'è l'ipotesi svincolati

Una Roma 'zoppa' sulle fasce: Gasp corregge l'anomalia. E c'è l'ipotesi svincolati

Marcello Spaziani
Sono appena quattro gli esterni a disposizione del tecnico giallorosso, ma sono tutti di piede destro. Una non-abitudine con cui bisogna fare i conti

Potremmo chiamarla l'anomalia delle fasce. La Roma ha chiuso il calciomercato estivo accogliendo sugli esterni un giocatore del calibro internazionale di Molina e promuovendo dalla Primavera Lulli. Gli addii sulle corsie però, rispetto alla passata stagione, sono stati ben tre: da Celik, che nonostante il rinnovo a un passo ha preferito la Juventus, al termine del prestito di Tsimikas e alla partenza di Angeliño. Nonostante i diversi nomi accostati nei tre mesi di sessione di mercato, Gasperini dal 1° settembre si ritrova con quattro esterni a tutta fascia: Wesley, Rensch, Molina e Lulli. Con una caratteristica comune tra i quattro: sono tutti di piede destro. In un calcio, come quello proposto dal tecnico giallorosso, dove gli esterni sono fondamentali, è un'anomalia da correggere. Anche perché Gasp era stato chiaro alla vigilia di Lecce-Roma, a poche ore dalla chiusura del calciomercato: "Ci mancherebbero un esterno basso e uno alto. Lulli ha sopperito un po’ alla mancanza sulla fascia di centrocampo, ma non dobbiamo dargli troppo peso sulle spalle. Se arrivano due acquisti siamo al completo". Così non è stato.

Il ballo dei destri a sinistra: la conferma Wesley e il jolly Molina

La gestione della corsia mancina non può assolutamente essere considerato un problema, ma è di certo un aspetto su cui riflettere. La Roma si trova oggi a dover adattare o reinventare uomini su quel lato del campo, rinunciando al classico "piede naturale" in favore di giocatori a piede invertito. Wesley già dall'anno scorso, complice un Angeliño spesso ai box e uno Tsimikas insoddisfacente, si è riscoperto un'opzione credibile a sinistra, offrendo una diagonale dentro il campo che permette di dialogare di più con i trequartisti ma rinunciando inevitabilmente alle sovrapposizioni sul fondo per il cross di prima intenzione. Caratteristiche, comunque, che sembrano adattarsi bene anche alla pericolosità di Malen, più attaccante di movimento che mero bomber dell'area piccola. A destra l'anno scorso c'era un affidabile (fisicamente parlando) Celik, mentre nelle prime due di campionato di questa stagione il padrone della corsia fino a questo momento è stato Lulli. Il classe 2007 si sta ritagliando il suo spazio con forza e voglia, oltre che con assoluta qualità. Condizionando anche la gestione di Molina. L'ex Atletico Madrid non è ancora al 100% della condizione e ha esordito in maglia giallorossa lunedì scorso contro il Lecce all'ora di gioco a partita chiusa già dopo i primi 25'. A destra, suo ruolo naturale? Macché, a sinistra, prendendo il posto di Wesley. Solo successivamente l'argentino è tornato sulla fascia destra, dirottando Lulli sull'out opposto. Rensch invece, verso il rientro, può giocare su entrambe le corsie. In rosa ci sarebbe anche il 'mancino' Salah-Eddine, escluso però dalla lista Champions e fuori dal progetto di Gasp.

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La lezione dell'Atalanta: il parametro zero per il ruolo di quinto

In estate erano stati tanti i profili accostati alle fasce giallorosse. Da Fresneda e Cacciamani, passando per Read, Moreira, Luiz Henrique, solo per citarne qualcuno. Tanto che, per un periodo, si era parlato di un possibile ritorno di Wesley sulla corsia destra. Alla fine così non è stato e la Roma in organico vanta quattro esterni bassi destri. Parlare di "quinti di centrocampo" ('quarti', nel caso di 3-4-2-1 o 1-2) nel campionato italiano senza citare l'Atalanta di Gasperini sarebbe impossibile. La Dea per anni ha rappresentato lo standard tattico per la gestione, la valorizzazione e la produzione offensiva delle corsie esterne. A Bergamo Gasp ha creato un ruolo che attacca la porta, chiude le azioni sul secondo palo (il famoso 'da quinto a quinto'), crea densità e garantisce numeri da attaccanti aggiunti. Ma quell'Atalanta lavorava con automatismi e profondità verticale, sfruttando il piede forte dei calciatori impiegati sulle fasce. Nei 9 anni in neroazzurro Gasperini ha sempre preteso esterni mancini puri per la fascia sinistra (Gosens, Ruggeri, Reca, Bakker) o, in alternativa, destri con una clamorosa propensione all'uso del piede debole o al dribbling a rientrare (Spinazzola, Mæhle, Castagne). I numeri di Gosens e Ruggeri sono noti a tutti: 12 gol e 8 assist del primo nel 2020-21, mentre il secondo è esploso nell'annata 2023-24 con 2 gol e 6 assist assist. Ma, ad oggi, lo scenario più concreto nella Capitale è il secondo, vale a dire il dribbling a rientrare di Wesley e il dialogo con i trequartisti. Anche se non è da escludere una 'pesca' dagli svincolati: a sinistra il profilo ideale potrebbe essere Guerreiro, reduce da 10 anni tra Borussia Dortmund e Bayern Monaco, ma che non vanta nello strappo una delle sue caratteristiche principali. Occhi anche su Diatta, che però può ricoprire tutti i ruoli sulla corsia destra e potrebbe essere un nome per il 'doppio ruolo'.
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