Forzaroma.info News AS Roma Roma, nuovo asse con l'Olanda: Summerville è solo l'ultimo. Ecco tutti gli altri

Roma, nuovo asse con l'Olanda: Summerville è solo l'ultimo. Ecco tutti gli altri

Redazione
I giallorossi pronti ad accogliere solamente il nono Oranje della propria storia. Prima di lui diversi flop

La Roma è pronta ad accogliere il terzo olandese della rosa e il nono della propria storia. La trattativa per l'arrivo di Crysencio Summerville è ormai alle battute finali. La risposta definitiva del West Ham è attesa in queste ore dopo che il club e il calciatore hanno trovato l'accordo economico ormai da tempo. L'esterno ex Leeds raggiungerà i connazionali Rensch e Malen, con il quale ha condiviso la deludente avventura al Mondiale conclusa con l'eliminazione ai sedicesimi di finale per mano del Marocco (fatale l'ultimo rigore fallito proprio da Summerville).

Roma-Olanda, un nuovo asse

Tra la Roma e l’Olanda si sta sviluppando una nuova sinergia. Mai prima d’ora infatti i giallorossi hanno avuto contemporaneamente tre calciatori olandesi in rosa. In tutta la storia del club se ne contano appena otto, destinati a diventare nove con l’arrivo di Summerville. Un asse che però, non ha sempre portato fortuna alla Roma. Il primo olandese a vestire la maglia giallorossa è stato Maarten Stekelenburg, arrivato nella Capitale dopo l’ottimo Mondiale disputato in Sudafrica. La sua esperienza romanista è durata appena due stagioni, senza che il portiere sia mai riuscito a confermare pienamente il potenziale mostrato con l’Ajax e con la nazionale. Nell’estate del 2013, mentre Stekelenburg lasciava Roma, un altro olandese faceva il percorso inverso: Kevin Strootman. Il centrocampista arrivava nella Capitale dopo le eccellenti stagioni al PSV Eindhoven, squadra di cui era anche capitano. Il suo impatto è stato immediatamente entusiasmante, ma il grave infortunio al ginocchio rimediato contro il Napoli ne ha condizionato profondamente il rendimento e, più in generale, la carriera. Strootman ha chiuso la sua esperienza romanista con 131 presenze, 13 gol e moltissimi rimpianti. Nel 2014 è stato poi il turno di Urby Emanuelson, parentesi è durata appena sei mesi. Soltanto due presenze e nessun gol per l’ex Milan, che non ha lasciato particolari ricordi nella Capitale.

Gli Oranje più recenti

Dopo una pausa di circa due anni, dall’Olanda è arrivato un altro esterno: Rick Karsdorp, ancora oggi il calciatore Oranje con il maggior numero di presenze nella storia della Roma, ben 157. La sua avventura in giallorosso è stata molto altalenante e segnata da numerosi problemi fisici. Il primo è arrivato addirittura prima dell’esordio (operazione al ginocchio e lungo stop). Quando è riuscito finalmente a scendere in campo, le cose sono andate ancora peggio: il 25 ottobre 2017, durante Roma-Crotone, Karsdorp ha riportato la rottura del legamento crociato. Sono seguiti il ritorno in prestito al Feyenoord e una seconda esperienza nella Capitale, proseguita fino al 2024. Il terzino però non è mai riuscito a entrare pienamente nel cuore dei tifosi ed è finito spesso al centro delle polemiche. La più nota è stata quella con José Mourinho, che lo ha accusato pubblicamente di aver tradito la squadra. Non è andata molto meglio a Justin Kluivert, rimasto alla Roma dal 2018 al 2021 e autore di nove reti in 68 presenze. Prima dell’attuale coppia formata da Rensch e Malen, l’ultimo olandese in ordine cronologico è stato Georginio Wijnaldum. L’ex centrocampista del Liverpool è stato probabilmente il più sfortunato di tutti. È arrivato nella Capitale tra l’entusiasmo dei tifosi, dopo gli anni esaltanti vissuti in Inghilterra, ma ad agosto si è fratturato la tibia durante un allenamento in seguito a un contrasto con Felix Afena-Gyan. Il lungo e complicato recupero si è concluso soltanto alla fine di febbraio. Wijnaldum è tornato a disposizione senza però riuscire a ritrovare una condizione fisica pienamente accettabile, chiudendo così un’esperienza alla Roma molto lontana dalle aspettative iniziali. La speranza però è che l'avventura di Summerville assomigli molto di più a quella iniziata da Malen a gennaio. La qualità c'è, la voglia di metterlo al centro del progetto anche. Ora sta a Gasperini plasmarlo e farlo diventare un esterno in grado di fare la differenza.