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La Roma torna di Dybala: magie, assist e quella presa in giro dal sapore di rinnovo

Federico Grimaldi
L’argentino ha parlato con il campo. E anche sui social ha incendiato i tifosi, legando ancora di più il suo cuore a questa città e a questa squadra

Esiste una Roma con Dybala e una senza. È una frase che i tifosi si ripetono da anni, quasi una sentenza. Perché fino a poco tempo fa era così: senza l’argentino, i giallorossi perdevano qualità, imprevedibilità e gol. Con Gasperini, però, qualcosa è cambiato. L’assenza di Dybala si è sentita meno: per il sistema di gioco, per l’evoluzione della squadra, per l’emergere di Malen. E tra rinnovo in bilico e il richiamo del Boca, a Roma si era iniziato persino a immaginare un futuro senza la Joya. Poi, però, ha parlato il campo. E quando lo fa lui, non serve altro. Dybala è tornato a illuminare, come sempre, all’improvviso. Senza preavviso. La Roma che oggi corre e si è ritrovata lo deve anche a lui: non solo per i gol, ma per la qualità, per la pulizia delle giocate, per quella sensazione che tutto possa accadere in qualsiasi momento. Al derby, ancora una volta, ha lasciato il segno, con un assist al bacio per la doppietta di Mancini. Il dubbio resta sempre lo stesso: la sua tenuta fisica. Ma una certezza è chiara: per questa Roma c’è ancora spazio per Dybala. E forse, da lui, può ripartire ancora una volta.

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L'equilibrio fragile della Roma che cresce

Equilibrio fragile. Dybala è così: porta il sereno nelle giornate più cupe, fa risplendere ancora di più il sole quando tutto sembra andare per il meglio, ma a volte costringe anche a vedere il bicchiere mezzo vuoto. Non per colpa sua, ma per una fragilità fisica che da sempre lo accompagna. Non è più giovane: ha 33 anni, eppure in campo si muove ancora come quel ragazzo timido che muoveva i primi passi a Palermo. Quando gioca, la Roma cambia volto. Spesso è mancato nei momenti decisivi della stagione, quelli che pesano davvero. Ma quando c’è stato, ha inciso. Il gol nella finale contro il Siviglia ne è l’esempio più chiaro. Quest’anno, anche senza numeri pesanti, ha riportato qualità, tecnica e imprevedibilità: fa segnare, fa giocare, fa emozionare. Anche a ritmi più bassi, riesce comunque a fare la differenza. E non a caso, Gasperini quando lo schiera, difficilmente lo toglie. E fa bene. Da quando è tornato stabilmente, la Roma ha cambiato marcia: quattro gol alla Fiorentina, tre al Parma, due alla Lazio. Ma non è solo questione di numeri. I giallorossi creano di più, si muovono meglio, entusiasmano, volano. La palla gira più veloce, le giocate sono più pulite, le idee più chiare. Non è un segreto. È semplicemente Dybala.

Dybala+Malen

Dybala + Malen, non Dybala o Malen. È questo il desiderio dei tifosi giallorossi: vedere i due fenomeni insieme, ancora a lungo, per provare a conquistare qualcosa di importante. Perché non si tratta solo di coesistenza: devono stare insieme. L’olandese ha più occasioni per far male grazie alle giocate di Dybala, e Dybala, a sua volta, trova in Malen uno sbocco naturale. I due si muovono in sintonia, come se si conoscessero da sempre. E basta poco per capirlo: quei pochi minuti insieme, già a Torino, sono stati sufficienti per accendere l’immaginazione e restituire credibilità agli dei del calcio. Gasperini se li coccola e immagina di ripartire da loro nel nuovo assetto offensivo della prossima stagione. Prima, però, c’è il presente. C’è il Verona. E lì non è ammesso sbagliare.

Futuro

Il futuro è ciò che non puoi prevedere, e forse nemmeno davvero programmare. Fino a poche settimane fa sembrava già scritto: Dybala lontano da Roma, direzione Boca Juniors. E i tifosi, rispetto ad altre volte - quando sul tavolo c’era l’Arabia e un dietrofront già visto - forse non avrebbero reagito con caos, ma con una forma di accettazione silenziosa. Si sarebbe andati avanti. E invece, oggi, non è più così. Nelle ultime partite la Joya ha continuato a illuminare il campo, ma soprattutto ha mandato segnali chiari: a parole e a giocate, ha fatto capire quanto si senta dentro questo progetto e quanto voglia restare a Roma. Anche la frecciata social all’ 'amico' Guendouzi va letta in questa direzione. E lo ha confermato anche Gasperini: “C’è la volontà di entrambe le parti di andare avanti”. Appunto. Entrambe. Perché anche la Roma vuole trattenerlo, immaginando ancora un futuro con lui. A condizioni diverse, certo, con un ingaggio ridimensionato. A Trigoria c’è Ryan Friedkin e per questo l’entourage dell’argentino si aspetta una chiamata. Sul piatto c'è un’offerta da 2 milioni di euro più alcuni bonus legati al rendimento. Niente Argentina, almeno per ora. Casa è Roma. E potrebbe restarlo ancora. Per un altro po’. Forse. Perché il tempo, quello vero - quello che non si lascia programmare - dirà meglio di chiunque altro come andrà a finire.