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Getty Images
Un finale da Joya, per chiudere i conti con i numeri e con se stesso. Paulo Dybala ha davanti a sé le ultime quattro partite di campionato per evitare un dato che stonerebbe con la sua storia: per la prima volta potrebbe chiudere una stagione di Serie A con meno di tre gol. Da quando era poco più che una promessa al Palermo, nella stagione 2012-2013, l’argentino ha sempre trovato almeno tre reti in campionato. Quello resta, fin qui, il suo punto più basso. Oggi, a quasi 33 anni, rischia di scendere sotto quella soglia simbolica. In questa stagione, infatti, ha segnato soltanto due gol, contro Sassuolo e Torino, entrambi lontano dall’Olimpico. Un rendimento condizionato anche da un minutaggio ridotto: Dybala ha giocato appena il 31% dei minuti disponibili in campionato, ben al di sotto della sua media degli ultimi anni, stabilizzata intorno al 50%. Gli infortuni hanno inciso, l'operazione a marzo anche.
Ora, però, è tornato. E il calendario gli offre quattro occasioni, quattro finali personali. La prima contro la Fiorentina, in casa, davanti al suo pubblico. Lì dove il gol in campionato manca addirittura dal dicembre 2024, quando firmò una doppietta contro il Parma. Da allora, quasi due anni senza esultare all’Olimpico in Serie A (escludendo il rigore segnato contro il Plzen in Europa League). E poi c’è il derby, una pagina ancora bianca: Dybala non ha mai segnato contro la Lazio, non ha ancora inciso il suo nome nella storia della stracittadina. Tra numeri da sistemare, tabù da sfatare e un futuro ancora tutto da scrivere - con la questione rinnovopronta a tornare d’attualità - queste ultime quattro partite assumono un valore differente: sono l’occasione per riscrivere il finale, per riallineare le statistiche alla sua storia e, soprattutto, per tornare a essere, fino in fondo, la Joya.
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