D'Amico e la Roma forza quattro: i rinnovi dei senatori da Champions che inorgogliscono il ds
Mora, Molina o Castro? No. Ciò che più ha reso orgoglioso Tony D'Amico sono stati quattro rinnovi. Perché non erano scontati. Anzi un anno fa di questi tempi sembravano quasi impossibili. E invece non solo Dybala, Mancini, Cristante e Pellegrini hanno rinnovato. Ma lo hanno fatto rinunciando a qualcosa, nel caso di Paulo e Lorenzo a molto. O rifiutando offerte da club come l'Inter, vedi Mancini. Attaccamento alla maglia, di certo. E anche voglia di giocare quella Champions che si sono sudati e hanno sognato per anni, a volte andandoci vicinissimi (vedi lo scippo di Budapest). Ma anche il lavoro di Gasperini che ha saputo cancellare la dicitura "banda del sesto posto" tramutando il gruppo di senatori in qualcosa che oggi sembra imprescindibile per la Roma.
"Sono contento che al mio arrivo abbiamo acquistato 4 giocatori che sono stati protagonisti del ritorno in Champions - ha detto poco fa il direttore sportivo -. Parlo di Dybala, Pellegrini, Cristante e Mancini. Sono arrivato il 20 giugno e Dybala e Pellegrini erano senza contratto. Mancini e Cristante sarebbero andati in scadenza. Probabilmente le idee della scorsa gestione sportiva erano diverse. Per me sono stati i primi acquisti, importanti perché sono il nucleo storico, hanno attaccamento. Si sono messi davvero a disposizione pur di rimanere a Roma. Grazie a loro. Per me quelli sono stati gli acquisti che mi hanno soddisfatto di più". Un segnale importante a voler ribadire che a Trigoria non si è pensato solo a rinforzare (anche se non a pieno vista l'ammissione sulla mancanza dell'ala sinistra) ma anche a consolidare un qualcosa che non va dato per scontato. Perché oggi la forza della Roma, vista nelle prime due partite, è soprattutto nel gruppo. Una forza che, per dirla alla Gasperini: "Non si acquista sul mercato". E a cui lo stesso Gasp non ha voluto rinunciare.
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