Quel cinque a zero di diciotto anni fa... - VIDEO
Si conoscono da una vita, si stimano, si vogliono bene. Nel calcio però non esistono le riverenze, soprattutto quando la palla viene messa al centro e l'arbitro fischia l'inizio. Quel che è certo è che Roma-Torino di stasera non sarà una gara come le altre per Giampiero Ventura e Luciano Spalletti, due vecchie volpi. Allenatori tenaci, intelligenti, caparbi e capaci continuamente di rinnovarsi e migliorare nel corso del tempo.
Ventura ormai lavora per pura libidine. Lo ha detto lui stesso. Ha 68 anni, allena dal 1976, quando iniziò nella sua Genova (sponda Sampdoria) a coltivare il sogno di raggiungere il top. La Liguria l'ha vissuta profondamente, e non solo perché è il posto dove è nato. A La Spezia, stagione 1986-1987, si ritrovò in organico un centrocampista dalle discrete doti e con un destino già segnato: si chiamava Luciano Spalletti. Bravino in campo, molto di più in panchina. Fatto ampiamente certificato anni dopo. Entrambi hanno sviluppato carriere importanti, ma c'è un dato strano e curioso: da avversari si sono sfidati in due sole occasioni. Tanto tempo fa. Stasera torneranno rivali, l'un contro l'altro, a distanza di una vita. Non capitava infatti dal campionato 1998-1999: buona annata per il Cagliari di Ventura, salvo a fine stagione; assai meno per la Sampdoria di Spalletti, amaramente costretta alla retrocessione in Serie B.
Chissà se questa sera al condottiero di Certaldo tornerà in mente quel maledetto pomeriggio del 27 settembre 1998: nel giorno del ventiduesimo compleanno di Francesco Totti (all'epoca stellina della Roma di Zeman), al Sant'Elia si giocò Cagliari-Samp. L'allievo contro il maestro, per la prima volta. Una disfatta, un'autentica mattanza: 5-0 per i sardi (per nulla alleggerito dallo zero a zero del ritorno a Marassi). Doppio Kallon, Muzzi, Vasari e Berretta. Un Ventura quasi intenerito cercò a fine gara di non infierire sull'avversario, mentre il giovane Spalletti (all'epoca 39enne), col suo sguardo già intenso ed il consueto linguaggio lucido e denso di dettagli tecnici, tentò di spronare i suoi: "Dobbiamo reagire, dobbiamo volerlo!". Gli effetti a dir la verità non furono esaltanti. Storie e racconti di una vita calcistica fa. Tra poche ore il prof e l'ex apprendista (oggi anch'egli docente) si ritroveranno, tra abbracci e sorrisi. Con una dolce vendetta da consumare.
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