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Social Tribuna: Se sta male Totti, stiamo male tutti

Bruno Di Benedetto
La crisi tra il Capitano e la società giallorossa apre una ferita profonda nel cuore dei romanisti. Secondo alcuni Totti ha torto, secondo altri ha ragione: tutti sono però uniti dall'amore per lui, e per questo sono chiamati a comprenderlo e a sostenerlo, ora più che mai

Andavamo avanti da qualche anno: ancora cinque minuti, ancora qualche mese, ancora una stagione. Ritardavamo la sveglia che avrebbe sancito la fine della carriera di Totti perché con lui volevamo continuare il nostro meraviglioso sogno d'amore. E lui, incredibilmente, di volta in volta ci permetteva di farlo, tirando fuori giocate spettacolari a 36, 37, 38 anni. Anche l'anno scorso, vi ricordate? I gol al Manchester City e al CSKA, per non parlare della doppietta al derby, con quella super acrobazia e il selfie sotto la Sud. Ci ha dato così la sensazione di poter evitare di pensarci per sempre, al fatto che un giorno, prima o poi, tutto sarebbe finito - e questo è uno dei più recenti, grandi motivi per essergli profondamente grati.

Non è finito, non ancora, ma da qualche giorno ignorare l'argomento è diventato impossibile. Totti sta male, l'ha detto nell'intervista rilasciata alla Rai che tutti hanno ascoltato e riascoltato, ricavandone migliaia di diverse interpretazioni. Ha sbagliato a parlare così, pubblicamente, in un momento della stagione delicato per la Roma? A chi si è riferito dicendo che non si sente rispettato? Nel complesso ha più torto o più ragione? Sono domande difficili alle quali i romanisti stanno rispondendo nei modi più disparati. Resta però un punto cruciale che ogni tifoso giallorosso dovrebbe tenere presente come prima cosa: Totti ha detto di stare male. 

Noi stiamo male con lui, e forse è per questo che sui social network ci stiamo scannando alla ricerca di una lettura che rappresenti appieno la situazione. Mauro ad esempio scrive: "Bravo Francesco, aspettavo questo momento. Io sono al tuo fianco e quando finirai la tua carriera io chiuderò con il calcio. Non voglio sapere più nulla. Ti amo Capitano". Ecco però rispondergli chi razionalmente non ritiene che davvero uno sport possa chiudersi con la carriera di un suo singolo giocatore, per quanto sia importante. Giorgio, Andrea, Alessio e tanti altri rimproverano il Capitano: "Hai sbagliato tempi e concetti", "Hai torto; in un momento delicatissimo in cui il terzo posto è obbligatorio ma difficile pensare agli interessi personali dovrebbe essere l'ultima delle cose". Sono posizioni lecite, e anzi è opinione comune tra i romanisti che in questa vicenda Totti abbia una porzione, più o meno consistente, di torto.

Quello che però appare meno lecito è esprimersi in certi termini, e scrivere cose come: "A 40 anni solo la presunzione ti fa sentire all'altezza del calcio moderno", oppure: "Intervista che solo un giocatore finito può fare", o ancora "Se vuole rinnovare deve stare muto e ringraziare il cielo, invece di lanciare frecciatine". Altrettanto biasimabile è utilizzare il motto "La Roma prima di tutto" per voltare le spalle al Capitano nel momento più difficile della sua carriera. L'impressione, comunque, è che se in un primo momento alcuni si siano lasciati andare a commenti offensivi, con l'aggravarsi della situazione (proprio mentre viene scritto questo articolo giunge la notizia dell'esclusione di Totti dalla lista dei convocati per Roma-Palermo), tutti abbiano quanto meno abbassato i toni.

Magari anche loro hanno capito che, se pure non è arrivata l'ora di svegliarsi, è giunto il tempo di guardare in faccia la realtà e dirsi che al nostro Totti non resta molto calcio da giocare con la maglia della Roma. Potrebbe giocare altrove? Anche a questo di dovrà pensare forse, per quanto improbabile, quasi impossibile. D'altra parte però, se lui vuole continuare e ottenere uno spazio che attualmente Spalletti non ritiene (giustamente dal suo punto di vista) di potergli concedere, che alternativa ha se non quella di cambiare maglia? Oppure ipotizziamo che la società non gli rinnovi il contratto: anche in quel caso dovrebbe proseguire altrove.

Provoca una dolorosa confusione, quasi una vertigine, riflettere su queste ipotesi. Ciò che per il momento sarebbe importante, tuttavia, è far sentire la propria comprensione a Totti, anche nel caso in cui si ritiene che abbia torto. Lui "così sta male", l'ha detto. A chi volesse aiutarlo basta seguire il consiglio Valerio: "Questo è il suo momento di difficoltà. Lui la Roma non l'ha mai lasciata, MAI. Ed io farò altrettanto con lui, non lo abbandonerò di certo ora che ha più bisogno del nostro affetto. Quello che possiamo fare ora ce lo ha suggerito nell'intervista: portargli rispetto".