'RADIO PENSIERI', PADOVAN: "Verona-Roma è una gara più aperta di ciò che sembra"
Quello delle radio romane è un fenomeno che non ha eguali nel resto d'Italia. Una pluralità di stazioni che fungono da piattaforma, una schiera di giornalisti, ex calciatori e opinionisti ad animare lo spettacolo. Ecco le opinioni dei protagonisti delle emittenti radiofoniche:
Paolo Marcacci (Radio Radio Mattino - 104.5): "Nemica della Roma può essere solamente la mancanza della prestazione, ma per motivazioni che fatico a individuare. Mi aspetto fin dall'inizio una formazione a trazione offensiva, per trovare il vantaggio il prima possibile".
Giancarlo Padovan (Radio Radio Mattino - 104.5): "Verona-Roma è una partita più aperta di quello che sembra. Con una vittoria la Roma andrebbe in Champions, ma in questo finale di campionato il Verona sta giocando come se i punti contassero ancora. Non credo che possa succedere chissà cosa, ma potrebbe".
Stefano Agresti (Radio Radio Mattino - 104.5): "Non so chi rischi di più tra Milan e Roma. Forse considerato il fattore campo e la forza che ha messo il Verona nelle ultime settimane nonostante la retrocessione direi la Roma".
Nando Orsi (Radio Radio Mattino - 104.5): "Penso che quella di Verona sarà una partita più mentale che tattica. La Roma sa benissimo le responsabilità che ha domani sera. E' un'occasione importante per la squadra, non penso che Gasperini debba trovare chissà quali motivazioni. Ma già nella prima mezz'ora devi far capire che tipo di partita sarà. Il Verona non regala niente e non ha niente da perdere, ha fatto perdere la Champions alla Juventus".
Roberto Pruzzo (Radio Radio Mattino - 104.5): "Credo che la Roma abbia dimostrato, soprattutto in questi momenti, di avere più armi oltre a Malen. Il derby è stato risolto da Mancini, c'è anche Rensch. Ci sono giocatori in grado di risolvere partite non facili. Bisogna stare attenti a non scomodare i calciatori con la valigia in mano. Si diceva già ai nostri tempi che gli stranieri avevano a Natale il biglietto in bocca per tornare a casa. Non vanno rischiati i giocatori come Konè".
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