(redazione ForzaRoma.info) Prepariamoci perché oggi sulle onde di modulazione di frequenza delle radio romane ne sentiremo delle belle.
Fiorentina-Roma ‘Radio pensieri MATTINA’, “Luis Enrique è il più inesperto della Serie A”,“Se cade la prima pietra, cade tutto”
Ore 8:00, puntuali, ci sintonizziamo su Radio ERRE2 dove “Il mio canto libero on-air” apre le danze. “Se avete qualcosa contro Luis Enrique fate pure – dice Sandro nei confronti degli ascoltatori – Diteglielo in faccia, però. Io intanto noto una cosa che ieri non mi è davvero piaciuta, al di là della sconfitta: mi ha dato fastidio vedere Bojan che dopo l’espulsione getta a terra la maglia della Roma. Un giocatore della Roma non si deve mai permettere di fare gesti simili”.
Sono le ore 9 e su Radio Radio Sport Mattina cominciano a parlare della Roma "La dabbenaggine della stampa romana è direttamente proporzionale a quello che sta accadendo. – dice Franco Melli - Era evidente da subito che questa Roma non potesse andare da nessuna parte, ho sentito tanti devoti che ora prendono le distanze. Ci sono molte inversioni ad "U". La Roma è in una situazione irreversibile, lunedi prossimo arriva la Juve e mancherà mezza squadra. Vedremo quale altra stravaganza potrà inventarsi questo allenatore bambino. Lui non ha colpe, è stato adorato anzitempo. Lui non c'entra nulla, c'entrano i dirigenti romanisti, tutto l'apparato che ha fatto passare per progetto e rivoluzione culturale un lavoro che andava bene per un campionato primavera. Se Luis andasse via, dovrebbero andare via anche i dirigenti. Sono loro che hanno fallito".
"Quello che sta accadendo è fuori dalla normalità.- il pensiero di Tony Damascelli - Il tutto viene giustificato, c'è una protezione mediatica nei confronti dei dirigenti, di Baldini, di Sabatini e del presidente. A pagare alla fine sarà Luis Enrique. Se va via Luis, devono andar via anche quelli che lo hanno preso. Se si va via, si va via in due. Si parla di idee, ma quali sono le ideeCos'è la nuova Roma? Cosa significa? Cosa vuol dire? Parliamo di cose vere, serie. Cosa dice il campo? Il campo dice che la Roma è un'ipotesi di squadra, che al più giovane di tutti saltano i nervi. Secondo voi c'è la società? Secondo me no. Questi sono venuti ad insegnarci il calcio? Parliamo della sostanza. Non ho letto l'intervista di Baldini per mia fortuna, ma cosa vuol dire "nuovo calcio"? Cosa significa? Giocano in dodici? Se oggi Luis dovesse rassegnare le dimissioni, la piazza sarebbe contenta. Con quale pudore i dirigenti che hanno sottoscritto il "nuovo calcio" andrebbero avanti? A proposito di Borriello, è stato riscattato per 10 milioni da questa dirigenza. Qualcuno dovrebbe dire di aver sbagliato per non essere riuscito a cederlo".
"Se dice che Totti non è in condizione di giocare io devo crederci. – dice Roberto Pruzzo - Non voglio credere che Luis sia cosi autolesionista da creare ulteriori problemi mettendosi contro i senatori, che in questo momento possono dare una grande mano. Questo giovane allenatore in un ambiente come Roma andrebbe affiancato da qualcuno d'esperienza, in grado di supportarlo. Con un po' di buon senso questa squadra può giocarsi le prime tre posizioni. Luis Enrique ha creato all'interno della squadra dei problemi di rapporti che condizionano le scelte, ma la rosa è da primi posti. Già nella partita di coppa è stata creata una situazione difficile".
"E' tutta la città a mettere in discussione Luis, e non è la prima volta. – afferma Roberto Renga - Da quel che risulta a me, lui sta pensando alle dimissioni. Questo non significa che si dimetterà. Sa bene che in questo momento la società fa quadrato attorno a lui. Baldini ha legato le sorti della Roma a questo disegno, a questa scelta che allora sorprese un po' tutti. Luis sa che le cose non stanno andando bene, e sa anche che la società un po' è divisa. Si sa che alcuni propenderebbero per l'allontanamento di Luis. Lui, decidendo di andarsene, farebbe un gran favore a chi l'ha scelto. Mi sono piaciute le dichiarazioni di Sabatini alla "Gazzetta", è evidente che quando le cose vanno male le colpe non sono solo di una persona. I dubbi, le incertezze e i perché sulla Roma nascono a monte. Non vado a discutere presente e passato dei vari Totti, Perrotta e De Rossi, sono tutti ottimi giocatori. I nuovi non lo so. Bojan non faceva il titolare a Barcellona, Gago ieri l'abbiamo visto. Non ho mai condiviso la campagna acquisti, ma chi serviva degli 11 giocatori presi? Parlare della partita di ieri ha poco senso, è la sesta sconfitta in campionato. Se agli americani interessa la Roma non lo so. Baldini stava in Inghilterra quando c'era bisogno di lui, il problema è chi ha fatto il mercato, chi ha scelto l'allenatore. Difendendo Luis, la Roma difende sé stessa. Se cade la prima pietra, cade tutto. Ci sta la difesa di Luis e delle idee che porta avanti la società. Io fin qui non ho condiviso nulla, Luis è la parte finale, uno dei mille problemi della Roma".
Arrivano le ore 10 e su Centro Suono Sport inizia Te la do io Tokyo. Mario Corsi esordisce “Probabilmente tutti quanti si aspettano urla e sollecitazioni, io credo che questa società nata con l’intento di allontanare Totti e deromanistizzare la Roma sia stata uccisa, è stata una nemesi ieri sera, tifosi che inneggiavano a Totti se li sono ritrovati a Termini.
Ce la prendiamo tutti con Luis Enrique, è inesperto e non ha capito dove si trova, è uno dei più inetti e inesperti mai visti in Serie A, credo che questo li batte tutti, per la presunzione, per la stupidità di come si pone.
Non è che ci dà fastidio perdere, ma come si perde. In una partita brutta contro una Fiorentina inesistente, era Roma contro Jovetic ieri, una partita che neanche è stata violenta, non c’è stato niente di che ma tre espulsi. Due tiri di Lamela, uno parato da Boruc mentre stava al telefono e l’altro mentre mangiava le fusaglie.
De Rossi il migliore in campo in un ruolo non suo, una Roma quasi da ridire, la cosa più vergognosa è che Luis Enrique è stato lasciato da solo alla stazione Termini senza Baldini che doveva metterci la faccia. Capisco che le orecchie di Baldini non possono sentire queste volgarità romanesche, c’era DiBenedetto gli dicevano “Il progetto…” ma lui non capiva, ce la possiamo prendere con DiBenedetto?. Ho letto un suo labiale, menomale che non c’ho messo una lira in questa Roma, mentre si guardava attonito Baldini. E’ una battuta ovviamente. Questa è una radio democratica, stavolta è tornato il momento di far parlare i tifosi, non so se Baldini è tornato a Roma, voi dite quello che vi pare, anche a difendere. Credo che la Roma abbia le punte più forti del campionato, insieme al Milan, chi ce l’ha Totti, Borriello e Osvaldo, se ieri c’era Osvaldo bastava solo lui. Ci hanno raccontano una marea di cazzate, questo lo sappiamo tutti ormai, Fiorentino ci ha detto chiaramente che i mecenati non li volevano perché poi non potevano fare lo stadio, sono entrati nella Roma in maniera volgarissima. La cosa più vigliacca l’hanno fatta ieri sera, hanno fatto uscire da Trigoria la voce che lui stava pensando alle dimissioni, lo stanno spingendo per non pagargli lo stipendio. È per cercare di mettere al muro questo povero spagnolo, come leggete nell’intervista di Baldini sul Corriere dello Sport. In maniera subdola la Roma sta cercando di mandarlo via. Mi dicono che Ancelotti sia in pole, lui prende 6 milioni di sterline, non so quanto ci rinunci, se magari la Roma ne darà 4 lui verrà. Con Ancelotti questa squadra non ammazzerà il campionato, ma se non arriva terza sono problemi. Questi ragazzi giovani quando diventano importanti e te li vendi a 40-50 milioni di euro, i soldi chi li prende? Se tu accanto a Lamela ci metti Totti, lui ti fa fare bella figura, ti mette la palla dove tu arrivi e tiri. A centrocampo Pjanic è un fenomeno o no? Una volta gioca trequartista una volta a centrocampo. Luis Enrique è un inetto calcisticamente parlando. Direi a Baldini di stare attento ai suoi dirigenti quando dicono certe cose in pubblico. Capisco un dirigente che va a diverbio ma civilmente, non come fatto ieri a Termini.
"Il danno è stato fatto all’inizio con Cicinho a destra e Borriello non convocato. - dice Riccardo Angelini Galoperira - Deve andare via chi l’ha scelto Luis Enrique, non si mette una Ferrari a chi prende la patente da due giorni. Luis Enrique è il meno colpevole, l’hanno presentato come uno che portava il Barcellona a Roma. Questo ha portato quello che sa fa, che si sta rivelando molto poco. Quando abbiamo fatto lo schieramento noi abbiamo sottovalutato una grandissima parte che è completamente disamorata, DiBenedetto non lo vedi come Dino Viola, come Sensi o come Anzalone, non ti puoi attaccare sentimentalmente neanche a Baldini perché non ti suscita questo. Lui voleva smontare tutto quello che gira intorno alla Roma, è quella famosa rivoluzione culturale a cui ci siamo ribellati perché nel calcio questa rivoluzione non esiste. Parli di rivoluzione culturale e porti Lo Monaco addetto stampa?"
"E’ un momento in cui onestamente potrei dire tutte le cose già dette in trasmissione,- dice Jonathan Calò - anche il direttore Vocalelli dice una cosa importante, è una società che brucia tutto in due settimane, non sono riuscito a capire certe cose, la responsabilità non è solo di Luis Enrique a questo punto, non bisogna forzare le dimissioni, bisogna essere onesti nei suoi confronti. Nella gestione del gruppo rischierei di maramaldeggiare, anche quando mi si dice che non ha avuto tutti a disposizione ma non si possono cambiare 5-6 elementi a partita, nessuno ti dice di fare 15 formazioni fotocopia, è stato fatto un calderone che ti ha portato a dei risultati deludenti. A livello qualitativo, sono dei giocatori fortissimi ma strademotivati e lasciati soli.
Allo stesso orario si parla di Roma su Rete Sport . Ugo Trani esordisce "C’è l’urgenza del contratto di De Rossi, cerca di darglieli e poi vedi. De Rossi può fare tutto. Prendere Luis Enrique e mettergli un tutor vicino, non puoi andare avanti cosi, l’intransigenza non serve. Hai finito con Simplicio centrale, mi sono vergognato di metterlo nel pezzo. Perdono solo Bojan degli espulsi perche si è fatto un mazzo, diventa la sua non partita in 10, Lamela ha giocato 10 minuti, il tutor serve per non fargli fare la cazzata perché sei in difficoltà , non sei pronto per il campionato italiano, devi essere affiancato da uno interno, il ridicolo è stato già raggiunto, l’errore più grave è che Baldini si sia fermato a Firenze e non sia tornato a Roma, l’uomo di riferimento non può essere DiBenedetto. Ci sarà un motivo se hai preso Lamela e non Pastore? Se lui non accetta il tutor, si dimette e risparmi i soldi, serve per salvare la situazione, con la Juve con tutte le sue assenze gravi errori non puoi fare. Nel corso della settimana devi limitare i danni. Luis Enrique sfida i giornalisti, la facciamo meglio noi la formazione. Cicinho io mi sono rifiutato di metterlo, per rispetto di chi mi legge. Lo schiaffo che lui ha dato al gruppo impiegando Cicinho è molto più grave di quello dato da Osvaldo a Lamela, l’anno scorso Cicinho non ha fatto una partita intera. L’errore principale è la rinuncia ad Osvaldo ecco perché sono convinto che per questo motivo Luis Enrique non può restare. La gente crede che arriva Ancelotti, ma può arrivare Ancelotti con questi giocatori?
" Se serve un tutor lo devi esonerare. - è il pensiero di Federico Nisii - Se Baldini non dice scemenze in quell’intervista, se Luis Enrique non si dimostrerà adatto e tu hai detto che non vuoi vivacchiare e tenere la squadra a un livello alto di competitività, devi avere la forza di convincere gli Ancelotti o gli Spalletti. Sennò hai detto stronzate. La Roma deve al più presto rinnovare il contratto a De Rossi, che ha tenuto la squadra in maniera straordinaria ieri, mi aspetto il suo rinnovo al massimo entro una settimana, mi aspetto una campagna acquisti importante a gennaio soprattutto se la classifica sarà deficitaria.
Su Teleradiostereo i commenti sono abbastanza accesi. Davide Rossi dice "Mettiamo subito dei paletti, non sbraiteremo. E' il momento di utilizzare calma e gesso, pur dicendo cose importanti. Nella mia testa ci sono tantissime cose. Togliamo ogni integralismo, chi ha un pensiero fisso legge le situazioni partendo dal pregiudizio. Chi cerca di essere obiettivo, ora è in confusione. Questo nuovo corso tecnico inizia con un concetto di base: "La Roma dev'essere ricostruita non solo come uomini, ma anche come cultura sportiva, tattica ed offensiva". Questa l'idea a monte, da qui la scelta di Luis Enrique e l'acquisto di molti giocatori per costituire la base tecnica. Parlammo di azzardo, di salto nel buio quando fu scelto Luis. Una scelta coraggiosa, ne discutemmo molto. Ci siamo confrontati con una realtà cruda. Luis mise da parte Totti con lo Slovan, la cocente eliminazione dall'Europa League, tifosi con la vena sul collo. Poi ci fu la chiamata alle armi di Totti. Roma-Cagliari, prima batosta. Si va avanti con qualche incertezza, qualche sconfitta. Tutta una serie di scelte e formazioni incomprensibili, però abbiamo cercato di pensare positivo, fino a queste due ultime partite: Udine e Firenze. La Fiorentina fa vomitare, se fossi un tifoso viola sarei preoccupatissimo. In undici contro dietri si è fatta schiacciare in area per mezzora dalla Roma. Quando ho visto rigore ed espulsione, mi sono messo a montare gli scaffali presi da Ikea. Bella la cassapanca, bello tutto, io vorrei che qualcuno mi restituisse le domeniche. Non m'interessa chi ci deve metter mano, siamo arrivati ad un punto dove le chiacchiere stanno a zero. Così non si può andare avanti. Noi parliamo di filosofia e la Roma perde le partite. Sgomberiamo il campo dalle mezze misure. I dirigenti non contano di arrivare terzi, per loro arrivare quarti o diciassettesimi non cambia nulla. Per me e per noi non è la stessa cosa. I soldi del business li porta la gente, puoi anche fare la vendita dei biglietti online ma se poi non li compra nessuno è un problema. Un giorno da leoni e cento da pecore? Cinquanta da orsacchiotti no? E' un'impostazione sbagliata. Non va bene. Se c'è una costruzione, un percorso da fare, bisogna dare credibilità. Se si perde oltre la metà della partite giocate, la credibilità non c'è. Noi facciamo la circolazione della palla, gli altri fanno i gol. Nel dettaglio, Luis Enrique. Da qualche settimana stiamo dicendo una cosa: l'idea di fondo è giusta. Costruire una squadra offensiva, propositiva, con un'identità ed un gioco riconoscibile è giusto. Credo che Luis non sia la persona più adatta per attuare quest'idea, per una serie di motivi. Dicevamo di aspettare Natale, ora Natale è arrivato e Luis fa ancora le cazzate di tre mesi fa. La formazione di partenza è ridicola. Succede una cosa molto grave, ha messo Cicinho, calcisticamente morto e defunto da tre anni. Negli ultimi tempi non lo aveva mai preso in considerazione. Mettetevi nei panni di Cassetti, convinto di essere un terzino, a 34 anni viene a scoprire d'essere un centrale. Ieri erano finiti i giocatori, il giorno che decidi di far giocare Perrotta a centrocampo devi mettere Cassetti terzino. Chissenefrega che era diffidato. Allora giochiamo col morto? Vi sembra un ragionamento logico? E' l'ennesimo attacco di fenomenismo. Vi fa capire che Luis in cinque mesi non ha fatto un passo in avanti in niente. Rimane la sua intransigenza, a volta sembra anche simpatico. Poi conta la Roma, e lui la Roma la tratta male. Trigoria è diventata un'accademia militare, chi arriva in ritardo di un minuto deve firmare sul registro, la storia di Osvaldo. Io capisco la novità, ma non si tira in porta. In Italia non si può giocare con due soli difensori e basta. Dopo quattro mesi vediamo gli stessi errori, le stesse cose. Si parla di errori individuali, ma quando le miglioriamo le tattiche su calcio piazzato? Si fanno allenamenti specifici? Luis non sa cosa vuol dire gestire campioni come Totti, non sa cosa vuol dire confrontarsi con una piazza del genere. E' un salto troppo grande per lui e ne sta pagando le conseguenze. E' una realtà troppo più grande di lui, i fatti ci testimoniano questo. Bisogna dire per forza "avanti con Luis" perchè? L'idea di fondo è giusta, l'attuazione è sbagliata. La persona scelta è sbagliata. Chi prendi? Dovrebbero deciderlo quelli che prendono 600.000 euro a stagione. Non cominciamo con Ancelotti, Spalletti e altre stronzate. Ancelotti ha detto di no, Spalletti sta sotto contratto fino a giugno e i russi sono gelosi delle proprie cose. Quindi non diciamo cose tanto per dirle, non sono ipotesi concrete. E' fuffa come le cose che dice Luis Enrique. Lui è un progetto di grande allenatore, ma ci sono troppi progetti. Nel frattempo le partite le giochiamo e le perdiamo".
"Io vorrei che parlasse molto di più la gente, le persone. - ammette Dario Bersani - E' il momento di ascoltare e non di dire, non per questo eviteremo di dire la nostra. Forse vi sorprenderò, ma se c'è una partita da cui non partire per bocciare questo progetto definitivamente, la partita è quella di ieri. L'episodio del 15', in cui Juan viene umiliato e ridicolizzato da Jovetic, falsa e condiziona talmente tanto l'esito della sfida che non è da questi 90' che si può dire "Luis non fa per la Roma" o viceversa. Quindi, se prendiamo la partita di ieri limiterei il commento all'avversario. Poi dobbiamo soffermarci su quello che abbiamo visto e sentito prima, durante e dopo. La Fiorentina non vinceva in casa da una vita, senza De Rossi poteva finire 6 o 7-0. Un'altra umiliazione, ma il corso di questa gara non è attendibile per dire che Luis ha perso la presa sui calciatori. Non è da qui o non è solo da qui che possiamo dire che Luis è indifendibile. Ieri ho sentito dire che sullo 0-0 la squadra si stava esprimendo bene, ma non abbiamo visto quasi nulla. Una volta andata sotto, la Roma ha cercato di reagire, ma con la solita sterilità. Non c'è un taglio, non c'è un uno contro uno, non c'è l'abc del calcio. Partita comunque troppo condizionata dagli episodi, in 84 anni la Roma non aveva mai chiuso in otto. Anche quello fa pensare. Cosa abbiamo detto dopo Roma-Lecce e prima di Udinese-Roma? Vediamo se il ciclo di ferro ci darà le risposte attese al cospetto di squadre dure e preparate. La Roma fino a questo momento due trasferte le ha giocate e ne è uscita a pezzi. Non ha segnato gol, cinque reti al passivo, senza dare mai la possibilità di poter vincere o segnare un gol. Possiamo discutere sulle scelte, ieri con José Angel intermedio di centrocampo si è toccato il fondo. E' un punto di non ritorno. Luis Enrique non è il primo responsabile di questo deludente cammino, ma chi l'ha scelto. Fino a questo momento si sta rivelando una scelta sbagliata. Non sta riuscendo a trasmettere alla squadra la giusta tensione agonistica, inutile fare i paragoni con le altre. La Juve ha un'idea di gioco, la Roma non ha fase offensiva e la tenuta difensiva è scandalosa. Non c'è un'identitò, la Roma non ha né capo né coda. Ci sarà un dibattito aperto, qualche crepa c'è, diversi segnali di scoramento. Questo integralismo non c'è più, se Luis dovesse dimettersi non credo che la Roma si metterebbe di traverso. Credo e temo che qualcosa anche ieri si sia rotto in maniera definitiva ed insanabile. Anche alcuni atteggiamenti dei giocatori in campo non mi sono piaciuti. Pjanic era da prendere a schiaffi, gente che non mette il piedi. Con la Juve sarà un'ultima chiamata. Mi auguro che qualcuno abbia l'amor proprio di non far spadroneggiare la Juventus qui. Ci vuole dignità per opporsi all'ennesimo sacco di Roma. Avete una settimana, fate quadrato, fate come vi pare. I tifosi non meritano di vedere un altro Roma-Juve con i bianconeri a braccia alzate. L'ultima cosa la dico su Bojan. Qualcuno ha detto che il suo fallo di mano fotografa lo stato di smarrimento in casa Roma. Mi auguro che un gesto del genere non accada più: dopo l'espulsione Bojan ha scagliato per terra la maglia della Roma. E' un gesto simbolicamente vomitevole, che fa schifo. Vale per Bojan, che si è affrettato ad arrivare a casa a scrivere su questi cazzo di social network. Quell'immagine della maglietta buttata ha finito di rovinarmi la domenica e spero che non accada mai più. Qualcuno prenda il ragazzo per le orecchie e faccia una lavata di testa a questi giovani fenomeni che sembra siano qui in parcheggio. Chi vuole restare, lo faccia rispettando onori ed oneri".
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