Roma, ora il tempo stringe: Koné cessione chiave, l'alternativa è Ndicka
Conto alla rovescia. Accade ogni anno, a fine giugno, dal 2022. E tutte le volte la tensione sale perché i margini di rischio esistono. Ma la Roma anche stavolta è fiduciosa. E a 72 ore dalla scadenza del Settlement Agreement con la Uefa il club farà tutto il possibile per rispettare il target dei 60 milioni di plusvalenze entro il 30 giugno (con operazioni che ricadano nell'esercizio in questione) o quantomeno per avvicinare l'obiettivo. I contatti con Nyon sono quotidiani e l'atteggiamento virtuoso della società sarà tenuto in grande considerazione. Gli eventuali sforamenti dei conti potrebbero sfociare in una multa, più o meno salata in proporzione, ma fino all'ultimo si cercherà di evitare sanzioni pecuniarie e sportive. Il primo piano operativo punta a finalizzare una cessione eccellente immediata, last-minute. E Manu Konè o Evan Ndicka sono i principali indiziati a questo punto. Manu vorrebbe Premier o Psg, ma la pista più concreta resta quella dell'Atletico Madrid: destinazione che non convince il mediano. Evan piace all'Inter e in Premier. Lo scrive Alessio D'Urso su La Gazzetta dello Sport. Alle cessioni minori sommate inoltre ulteriori voci consistenti quali quelle relative ai diritti tv per circa 6,5 milioni e quelle derivanti dalla causa Img sui diritti tv internazionali per un ammontare di 18-20 milioni. Un tesoretto che aumenta con gli introiti originati dagli sponsor (circa 8 milioni da Eurobet.live e Wizzair). Più complicato far rientrare nel piano finanziario per la Uefa la cifra di 10-15 milioni dell'indennizzo assicurativo di Bove, così come quella del contenzioso di Calafiori.
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