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Perisic rimonta El Shaarawy, punto pesante per l'Inter

Redazione
La Roma passa per prima, ma il pari è giusto. La banda Spalletti mantiene il +6 sui giallorossi quinti

Ma sì, in fondo bene così per Inter e Roma. Il Milan non va oltre il pari a Parma, la Lazio si fa malissimo da sola, l’Atalanta non è attesa da una gita di Pasquetta a Napoli. E se non fosse per il Torino – davvero minaccioso per come sta risalendo la classifica – sarebbe stato quasi un successo totale. Ma questo 1-1 è lo stesso un buon risultato, scrive Fabio Licari su "La Gazzetta dello Sport". I nerazzurri consolidano terzo posto e Champions, sebbene se la vedranno con l’indecifrabile Juve di questi tempi. I giallorossi restano agganciati alle loro speranze e inoltre sono attesi dal Cagliari, impegno non impossibile. Tutto questo mentre Torino-Milan potrebbe somigliare a una semifinale. Insomma, non è stata una brutta serata.

Ranieri lascia che sia Spalletti a fare la partita. Tanto ha capito che la frenesia degli attacchi può essere, se non neutralizzata (Lautaro colpisce subito un palo), almeno controllata con una difesa ben chiusa e i due mediani (Nzonzi e Dzeko) che sbarrano i corridoi interni. Riconquistata palla, però, Dzeko sembra un «10» nato per come difende il possesso e lancia il compagno meglio piazzato. L’Inter è fragile sulla sua destra e lì la Roma colpisce con uno scatenato El Shaarawy che si libera in fila indiana di D’Ambrosio, De Vrij e Vecino e scarica sull’angolo lontano.

Non è chiaro se si tratti di appagamento, o se nell’intervallo l’Inter trovi la soluzione: tutto all’improvviso cambia. Non è colpa del cambio Zaniolo-Under, perché il turco meritava di uscire, ma di sicuro la Roma ora si chiude con dieci uomini e a Dzeko non può riuscire il gioco di fare la sponda per le incursioni: i compagni sono e restano dietro la linea, più preoccupati di difendere.

La Roma finisce per abbassarsi sempre più. Mobilissimo Asamoah, recuperato D’Ambrosio, risvegliato Perisic, infine dentro Icardi per Nainggolan, il 4-2-3-1 con doppia punta argentina diventa insostenibile per Fazio e compagni. Sul cross di D’Ambrosio la difesa giallorossa si sistema male (per Ranieri la responsabilità maggiore è di Cristante), in ogni caso Perisic arriva da dietro, indisturbato e libero di scegliere come colpire.