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Nuovo stadio, per il via libera la palla torna alla Conferenza

Redazione
Proponenti e Comune hanno chiesto alla Presidenza di decidere sulla contestualità: risposta entro fine luglio

Visto che – pur con tutte le logoranti trattative del caso – la stesura della Convenzione Urbanistica sul progetto Tor di Valle sta andando avanti ed è virtualmente terminata, occorre solo (si fa per dire) sbloccare la questione concernente la contestualità prevista fra il termine delle opere pubbliche e l’apertura dell’impianto, scrive Massimo Cecchini su La Gazzetta dello Sport.

Come si può immaginare il discrimine è grande, perché se si considerano tra le opere in questione anche il potenziamento del tratto ferroviario Roma-Lido (di competenza della Regione) e l’edificazione del Ponte dei Congressi (di pertinenza dello Stato), i tempi si potrebbero allungare a dismisura, con danno economico per i proponenti, che hanno anche detto di no all’ipotesi di costruire uno stadio con una capienza più piccola che potesse aiutare a gestire i flussi di traffico.

Così è stato chiesto alla Presidenza della Conferenza dei Servizi un parere interpretativo sulla "collisione" tra il verbale finale della Conferenza e la delibera comunale. Se la Presidenza deciderà che la contestualità sarà necessaria solo per le opere di competenza del Comune e quindi previste nel progetto, la Convenzione potrà essere conclusa ed andare al voto a settembre, visto che il parere della Presidenza è atteso al più tardi per la fine di luglio.

Ma i problemi non sono solo tecnici, perché la maggioranza 5 Stelle ha dei problemi anche con la tenuta politica. Tutta l’ala dei "malpancisti", ad esempio, si è ritrovata nel parare legale chiesto da alcuni consiglieri regionali del Movimento (Lombardi in testa) sulla possibilità di stop al progetto.