Materazzi: "Lo volevo all'Inter ma De Rossi mi disse di no. Fedele per amore"
in Cina è già passata la mezzanotte quando il messaggio accompagnato da una vibrazione sullo smartphone è letto da Marco Materazzi con l’occhio che è ancora faticosamente aperto. L’altro si stava già abbandonando al sonno: Matrix martedì giocherà una partita di legend a Hong Kong, e il jet lag con sette ore di fuso picchia duro. Però, per parlare un po’ di Daniele De Rossi, si può fare torto anche alla melatonina. Le parole dell'ex difensore nerazzurro a 'La Gazzetta dello Sport':
Quando lei, per lo scudetto 2010, fece scrivere su una t-shirt “Nun è successo”, sfottendo a distanza i romanisti, De Rossi non la prese bene. "Succede quando sei tifoso, prima ancora che giocatore, della tua squadra: io avrei fatto lo stesso. E le racconto questo: sa quante volte gli ho detto “Dai, vieni all’Inter”? Lui sorrideva e mi rispondeva sempre la stessa cosa: “Marco, se lascio Roma, devo lasciare le due cose che amo di più: mia figlia Gaia e la Roma”. Amore assoluto, fedeltà assoluta".
E adesso è iniziato il difficile. "Certo, ma lui ha tre armi. La forza dell’entusiasmo: sa come trascinare e portare i giocatori dalla sua parte, come motivare. Lo faceva anche da compagno di squadra. La forza della conoscenza: “era un allenatore già quando giocava” è una frase fatta, ma lui ha vent’anni di calcio alle spalle e nessuno ha vissuto Roma, Trigoria e quello spogliatoio come lui. La forza dell’intelligenza: uno dei calciatori più intelligenti che ho incrociato. L’ha dimostrato, se serviva, anche da poco, dicendo una cosa vera e bellissima sull’Inter: per tutti è la più forte, ma in pochi sottolineano, o ammettono, che è la squadra che gioca meglio".
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