La Roma supera il test scudetto, Gasp ora vuole di più dai nuovi
Ben 54 anni fa. Un'altra era, con il mondo che era stato appena sconvolto dal massacro di Monaco alle Olimpiadi e si apprestava invece a guardare la missione di Apollo 17, con lo sbarco sulla Luna. Bisogna infatti risalire al 5 novembre 1972 per trovare Roma e Lazio a braccetto insieme, in vetta alla classifica della Serie A dopo 5 giornate di campionato. E proprio come allora con loro c'era anche l'Inter, insieme pure al Milan. Era l'era dei due punti, le quattro capolista ne avevano 8 a testa, con la Lazio che poi alla sesta giornata restò in vetta - insieme all'Inter - vincendo proprio il derby per 1-0. anche oggi Roma e Lazio sognano per il primato condiviso. E la partita di sabato con l'Inter, scrive Andrea Pugliese su La Gazzetta dello Sport, non ha fatto altro che dare alla Roma la consapevolezza di potersela giocare. Il giorno dopo resta l'amarezza di aver assaporato il grande colpo, ma anche la consapevolezza di aver giocato alla pari con i più bravi di tutti. Se è vero che il secondo tempo è stato anche di sofferenza, è altrettanto vero che nel primo i giallorossi hanno messo alle corde i nerazzurri. La Roma in certi momenti non è che corre più dell'avversario, corre molto di più. E lo fa sempre con cognizione di causa. Di solito le squadre di Gasperini decollano tra ottobre e novembre, il che fa ben sperare in vista di una ripresa con tanti incontri. I giallorossi non solo sono la seconda miglior difesa del campionato (3 reti subite, meglio solo il Cagliari con 2) e il secondo miglior attacco (14 gol, meglio l'Inter con 15). Ma sono secondi anche come intercetti difensivi, passaggi completati (2359), cross riusciti (31), tiri in porta (103, per l'Inter sono 115) e big chance create (23, contro le 26 dell'Inter).
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