Il ciclone Zapata vuole sbloccarsi e Juric sogna la notte speciale
Duvan è stato un ciclone d’improvviso: dentro lui e nel cammino del Toro sono entrate due vittorie consecutive, scrive Mario agliara su La Gazzetta dello Sport. Duvan è stato un sorriso grande così ad illuminare lo spogliatoio dopo la buia notte di Milano. È stato un generatore di entusiasmo, al punto da entrare nel cuore dei tifosi nonostante abbia ancora in gola il suo primo urlo granata. È il nuovo abito dell’attacco di Juric, quasi in versione pick and roll: stazza sì, ma anche centravanti di manovra a fare da apriscatole (è il film del lunedì di Salerno) per gli inserimenti decisivi di Seck e di un Radonjic in stato di grazia. Duvan Zapata è stato un milione di altre cose, frutto di quell’intuizione brillante della società di incastrare nel progetto un centravanti XL della sua forza. Adesso è il tempo del conto alla rovescia: perché Duvan è uno nato per il gol. Vive per sentirne il profumo: tra qualche ora vorrà sbloccarsi proprio di fronte alla Roma di Mourinho che in estate a lui si era interessata.
Duvan sta cambiando qualcos’altro nei suoi tipici movimenti per metabolizzare i meccanismi di Juric. È stata una corsa a cento all’ora, per conoscersi il prima possibile e bruciare le tappe. Al debutto, contro il Genoa, si era intravista la potenzialità del salto di qualità con la sua presenza nella linea avanzata del Toro. Intorno a lui Juric costruirà un attacco per fare male. "Siamo stra-soddisfatti di Zapata - racconta il tecnico granata -, non è ancora al top della forma e il nostro obiettivo è di portarlo al massimo. A Salerno ha risposto benissimo, giocando dopo molto tempo quasi novanta minuti: in settimana ha avuto qualche difficoltà a recuperare, ma nulla che ne pregiudichi l’utilizzo contro la Roma". Questa è l’ora dei giganti, Zapata vuole che diventi la sua domenica speciale.
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