Forzaroma.info Rassegna Stampa La Gazzetta dello Sport Gasperini padrone di casa, vola ad un passo dalla Champions: "Voglio vincere"
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Gasperini padrone di casa, vola ad un passo dalla Champions: "Voglio vincere"

Redazione
L'allenatore giallorosso acclamato dalla Curva Sud: "In tre anni conquisteremo un trofeo"

A fine partita non sapeva neanche più come esultare. Prima è corso ad abbracciare un po' tutti, poi ha radunato la squadra e l'ha portata a fare il giro d'onore intorno all'Olimpico per ringraziare i tifosi e infine ha accolto l'invito di Alessandro Esposito, lo Slo (colui che si occupa dei rapporti tra club e tifo-seria) della Roma, ad andare sotto la Curva Sud a prendersi gli applausi dei tifosi. Già, perché Gian Piero Gasperini in precedenza - scrive Andrea Pugliese su La Gazzetta dello Sport - era rimasto in disparte, quasi timido e rispettoso dei sentimenti dei suoi giocatori e di quelli della gente giallorossa. Ed invece quando la curva ha chiesto proprio ad Esposito di portare l'allenatore lì sotto, al suo cospetto, allora Gasp ha accettato. Ed era felice, eccome se era felice . "Io sono piemontese, di scuola Juve, cittadino onorario di Bergamo e con nove anni di Atalanta alle spalle, un'acerrima nemica - dice a fine gara l'allenatore della Roma - Insomma, so che ero la persona meno adatta per entrare in sintonia con questa gente ma sono venuto qui per fare calcio e credo che i tifosi mi abbiano apprezzato per questo. Poi, è ovvio, contano i risultati. Ma aver conquistato la credibilità della gente vale più di uno scudetto. Sono venuto qui per vincere, mi sono dato tre anni per riuscirci". Dalla scelta di allontanare Ranieri e dare pieno poteri a lui, il rapporto tra l'allenatore e la proprietà giallorossa è diventato ancora più stretto, più profondo, tanto che anche ieri prima della partita è stato Ryan Friedkin a parlare alla squadra. Un discorso che ha preceduto quello del tecnico e che era stato concordato proprio con lui. Ora c'è da pensare al futuro. Che poi vuol dire il rinnovo di Dybala ma soprattutto la sfida di Verona. Perché poi il futuro vero passa proprio da lì, da quella partita da vincere che da sola vale oltre cinquanta milioni.