Gasp reinventa la Roma: Pellegrini lungo ko, la rosa è corta. Cristante fa il jolly
Verrebbe da dire: piove sul bagnato. Perché la Roma era già corta di per sé, ancora di più dopo i recenti infortuni di Koné. Dybala e Cristante (che però domani ci sarà). E perché aveva da poco ritrovato il suo uomo in più, Lorenzo Pellegrini, che stava tornando ai suoi livelli (il primo tempo contro lo Slovan Bratislava era stato da applausi) e che avrebbe risolto mille problemi a Gian Piero Gasperini. Ed invece ieri è arrivata la mazzata, con l'esito degli esami strumentali a cui si è sottoposto il giocatore: "Lesione di alto grado in corrispondenza della giunzione muscolo-tendinea distale del muscolo semi-tendinoso della coscia destra". Il che sostanzialmente, scrive Andrea Pugliese su La Gazzetta dello Sport, vuol dire uno stop di almeno due mesi. Domani a Napoli, intanto, per fronteggiare l'emergenza generale Gasperini potrebbe decidere anche di mandare dentro tutti e tre i centrocampisti insieme. Tanto come la tiri la tiri, la coperta è comunque corta. Se Gasp dovesse decidere di giocare con i due trequartisti rimasti a disposizione (Mora e Soulé) non avrebbe altri cambi in quel ruolo. Stesso discorso a centrocampo. Anche nella scorsa stagione, ad esempio, quando a San Siro la Roma perse immeritatamente per 1-0 contro il Milan di Allegri. In quell'occasione Gasperini alzò Cristante, mandandolo a uomo su Modric. Nella scorsa stagione successe ad esempio contro Inter (Calhanoglu) o Lazio (Rovella). E la stessa cosa, appunto, potrebbe succedere anche domani a Napoli, con Cristante che si andrebbe ad occupare personalmente di Lobotka.
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