Gasp l'europeo, la Roma va all'assalto con mister coppe: tutto su gioco e mentalità
Roma più Gasperini è un incrocio che fa sognare. Stasera a Istanbul, zona asiatica oltre il ponte sul Bosforo, c'è la "prima" di Champions contro il Fenerbahçe all'italiana di Skriniar, Muriqi, Muldur, del panchinaro Lukaku grande ex, dello squalificato Guendouzi. La Roma manca in Champions dal 2019, quando Zaniolo al top non bastò contro il Porto. L'interessato non si sottrae al confronto scomodo con la "prima" di Champions dell'Atalanta: "Quella era una squadra al debutto, qui c'è tanta esperienza". Non è facile che un tecnico si sbilanci così. Ma Gasp gioca sempre allo stesso modo, dentro e fuori, Serie A e Champions, Real Madrid e Fenerbahçe: niente calcoli col bilancino. I discorsi sulla "sostenibilità" tattica lasciano il tempo che trovano: Malen sarà al centro dell'attacco per confermarsi in Europa, con accanto l'ispiratissimo Dybala d'inizio stagione. Per la terza maglia favorito Soulé su Mora e Pisilli. Che poi sia 3-4-1-2 o 3-4-2-1 non è la stessa cosa tatticamente, ma è un dettaglio dal punto di vista psicologico: conta l'atteggiamento offensivo. Lo scrive Fabio Licari su La Gazzetta dello Sport. L'anno scorso è stata un'Europa league in chiaroscuro, out agli ottavi contro il Bologna prima di cominciare a correre verso la Champions. È ripartita da quel ritmo infernale, tre successi su tre in A, e trova un Fenerbahçe in difficoltà, reduce dal ko col Besiktas di Italiano e Vlahovic. Cinque secondi posti di fila in Superlig turca, ma oggi i turchi sono a metà classifica e il tecnico Kartal è a rischio. Non possono sbagliare, non si auguravano una Roma lanciata. Il famoso algoritmo del calendario, l'ultima genialata di Mou, non è stato però molto comprensivo: servono punti subito.
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