De Rossi sogna un trofeo a Roma, Pioli si gioca il futuro al Milan
Uno solo resterà in piedi nell'arena, uno solo andrà in semifinale di Europa League, scrive Luigi Garlando su La Gazzetta dello Sport. La retorica giadiatoria, che evapora dalle mura eterne dell’Urbe, per una volta non suona stucchevole. Ci sta. Roma o Milan? Daniele De Rossi o Stefano Pioli? L'Olimpico stanotte avrà la solita mistica da Colosseo. De Rossi ha lanciato una palla di fuoco nell’ac campamento nemico: "Per loro è l'ultima spiaggia". Pioli l'ha raccolta senza scottarsi: «Dal momento che decide il passag gio del turno, è l’ultima spiaggia per entrambe». Chiaramente la situazione psicologica è diversa. Alla vigilia della sua ultima par tita da allenatore della Roma, persa 3-1 a San Siro contro il Milan (14- 1- 24), Mourinho spiegò: "Non sono Harry Potter, non ho la bacchetta magica". Evidentemente De Rossi è nato con una cicatrice sulla fronte e ha comprato una bacchetta di agrifoglio dal signor Olivander: 11 vittorie su 16 partite, 2 sole sconfitte, una contro l'Inter schiacciasassi, l'altra trascurabile a Brighton. Ha trascinato la Roma in zona Champions e sulla soglia di una semifinale europea.
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