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Dalle marcature alle palle inattive, José costruisce un'altra Roma

Redazione
Il tallone d'Achille di Mourinho è la difesa, per questo è d'obbligo trovare una soluzione per il reparto. Dal recupero degli infortunati ad un cambio di modulo, sono diverse le cose da migliorare

In 18  partite sono 25 i gol subiti, per una medi di 1,39 a partita. Solo una vola Mourinho aveva fatto peggio: era il 2018/2019, al Manchester United, con una media di 1,46. Inevitabile il suo addio a metà stagione dai Red Devils. Migliorare a livello difensivo è il primo obiettivo di Mourinho. Nelle prime 18 gare il portoghese ha sempre giocato con la difesa a 4, tranne a Venezia, dove la Roma ha subito tre gol da una squadra che fino a quel momento ne aveva segnati solo 8 nelle 11 precedenti partite. Adesso è da chiarire se l'intenzione è quella di continuare così o di cambiare schema. Uno dei meccanismi su cui sta lavorando Mourinho, come riporta la Gazzetta dello Sport, è quello di proteggere meglio la linea difensiva tramite il lavoro dei due mediani. Quando si gioca a 4 l’allenatore vuole che Cristante e Veretout si abbassino a protezione della zona centrale della difesa, chiedendo poi ai due trequartisti laterali di abbassarsi e possibilmente creare densità per andare a coprire eventuali linee di passaggio a ridosso della trequarti giallorossa. È un lavoro sfiancante, e la soluzione potrebbe essere quella di passare ad un centrocampo a tre, magari con il 4-3-2-1 o 4-3-1-2, così che le due mezzali facciano in fase difensiva il lavoro che fanno ora gli esterni d’attacco. Dopo Venezia, Mou è stato chiaro sulle palle inattive: "Ci stiamo lavorando da un po’". Perché la Roma ha preso molti gol su palla inattiva. Serve maggiore attenzione, delle marcature migliori e una linea che non si 'sfaldi' al momento del calcio sulle punizioni avversarie. Mou spera di risolvere il problema a breve, iniziando così a limitare i gol presi da questo punto di vista.

Recuperare gli infortunati è il tassello fondamentale, in particolare Smalling e Spinazzola. L’inglese prima di tutto perché è lui l’uomo che doveva gestire il reparto, il centrale dominante che doveva garantire compattezza alla difesa. Per le sue qualità in marcatura e nell’anticipo, ma anche per le sue doti di leadership. Ibanez è cresciuto tantissimo e ha reso l’assenza di Smalling meno amara. Ma domenica a Genova, Mou dovrà ricorrere all’arretramento di Cristante al centro della retroguardia. Questo perché a sinistra mancheranno sia Calafiori sia Vina, oltre chiaramente a Spinazzola. Ecco, il rientro del terzino sinistro è un altro degli aspetti su cui Mourinho vuole lavorare presto, anche se Spina ti dà sempre tanto in fase offensiva e meno in quella difensiva. Ma magari averlo in campo può regalare qualche certezza in più a livello psicologico anche a chi è più preposto a difendere. E ad evitare questo fiume di gol.