Cuore e testa, Roma in volo

Redazione
I giallorossi superano anche il Toro e restano in vetta alla classifica a punteggio pieno. Segnano Malen e Pisilli nel recupero: prestazione da grande, risultato mai in discussione

Alla fine aveva ragione Gasperini. "C'è solo una Roma" aveva ribadito domenica e il 2-0 al Toro di ieri ne è la conferma. Senza Koné, Ndicka e Wesley, rimasti a guardare (meno il francese subentrato nella ripresa) e con rotazioni che hanno visto respirare a gara in corso Malen, Dybala e Cristante, i giallorossi passano senza troppi patemi anche à Torino e tornano primi in classifica. Quattro partite, dodici punti. Si può sognare? I tifosi sono liberi di farlo e il coro anni '80 cantato sulle note di Glory Glory Alleluia a fine partita è lì a confermarlo. Gasp, benché felice e soddisfatto, giustamente preferisce restare con i piedi ben saldi a terra. Il campionato è lungo, la Champions toglierà punti e energie più mentali. Ecco, se proprio si vuole andare a cercare il pelo nell'uovo, rispetto alle primissime uscite - scrive Stefano Carina su Il Messaggero - la squadra di Gasp fatica ad essere travolgente. Non che non ci provi perché la ripresa segue il canovaccio del primo tempo. Le manca, però, quel pizzico di cattiveria, di cinismo che spesso è determinante. E questo nonostante gli interpreti non siano più gli stessi: dopo un quarto d'ora iniziano le rotazioni con Castro e Mora (al posto di Malen e Soulé) prima e De Roon (ottimo impatto) e Koné poi (fuori Dybala e Cristante), confermando con i fatti il manifesto gasperiniano della vigilia. Molina si accende un po' e sfiora per due volte il raddoppio, trovato con un diagonale a tempo scaduto da Pisilli (nato da una giocata di Mancini), ma è Balerdi a rubare la scena. Il recupero su Bragança lanciato a rete a qualche cinquantenne di oggi avrà ricordato un intervento difensivo molto simile di Vierchowood su Piras a Cagliari, nell'anno del secondo scudetto.

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