Forzaroma.info Rassegna Stampa Corriere dello Sport «Per Zeman ha messo da parte la veronica»
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«Per Zeman ha messo da parte la veronica»

Redazione

(Corriere dello Sport - S.Di Segni) - Si alza un po’ di polvere e il vento ti tira dentro i versi di De Gregori. Tanti piccoli Nino corrono appresso ad un pallone, ma la gente di Acilia che frequenta i campi di Via di Saponara li chiama “piccoli Florenzi”. Qui è nato Alessandro, un forsennato anche quando non raggiungeva il metro d’altezza, «che per farlo uscire dal campo serviva un’impresa» . Il furetto oggi ha 21 anni e domenica giocherà il suo primo derby da romano e romanista: «Ma ho l’impressione che non l’abbia ancora capito. Lo vedo troppo tranquillo»

IL CALCIO DI CASA - Papà Gigi è stato una promessa, si è espresso a buoni livelli con la Fortitudo; il figlio più grande, Emiliano, anche. E poi c’è Alessandro: «Tre borse, una in fila all’altra. Le disfacevo e le ripreparavo» , racconta mamma Luciana. La famiglia Florenzi ha gestito per anni il bar dell’Axa, dove il marito ha anche giocato, prima di prendere in consegna proprio quello dell’Atletico Acilia: «Si può dire che Ale sia nato su un campo di calcio. Scuola e pallone, pallone e scuola. Se la cavava anche bene sui libri, ma togliergli il suo gioco era molto più complicato» .

A CASA IN CURVA - Il derby lo vedranno a casa, a Vitinia, con nonna Aurora. Negli ultimi tempi lì sono proliferati amici sconosciuti: mille cugini, tanti maestri, troppe persone - non solo a Vitinia - che rivendicano di aver scoperto Alessandro o di essere cresciuti con lui. Ma i legami, quelli veri, sono più discreti. Vivono nei racconti di questa famiglia nel pallone, nel senso buono del termine: «Ale è sempre stato un ragazzo generoso, si portava dietro gli amichetti al campo, li invitava a casa, organizzava le sue partite e quando era l’imbrunire dovevamo sgolarci per riportarlo via.[...]» .

LA CRESCITA - In principio amava muoversi più da trequartista. Era un raffinato, tutta fantasia. «A un certo punto ha capito quanto fosse gratificante sacrificarsi per la squadra. Gli piaceva fare la veronica in mezzo al campo come Pizarro, ma con il boemo non si è mai azzardato» . Cocciuto sì, ma anche sveglio. Ad occhi aperti sognava di vestire la maglia della Roma. Quanti sacrifici per assecondarlo? La signora Luciana ha un sorriso che è tutto un programma, il signor Gigi fa la voce grossa: «Nè più nè meno di quelli che i genitori devono fare per i propri figli. Ricordo le ore trascorse fuori da Trigoria, ad attendere la fine degli allenamenti, ma per me era bello vederlo divertirsi e realizzarsi» .[...]

LA SVOLTA  - Dall’Atletico Acilia alla Lodigiani. Poi il salto nella Roma Primavera. Ale cresceva, ma in casa nessuno faceva affidamento sul fatto che diventasse professionista: «Noi non abbiamo mai pensato di campare sulle sue spalle. Il nostro mondo è qui, in questo bar che gestiamo da diciotto anni» . Ci sarà pur stato un momento in cui hanno realizzato che il figliolo stava per fare il grande salto: «Sì, a Milano, quando ha segnato all’Inter» . Aveva promesso che avrebbe dedicato un gol ai genitori, non scherzava mica: «Ha messo il dito sopra il labbro per simulare i baffoni del padre» , confessa Luciana.[...]

L’EQUILIBRIO - Era un testardo e anche nei momenti più difficili non ha mai pensato di smettere. Da piccolo ha imparato anche a sopportare la panchina, svelando un insospettabile equilibrio: gli allenatori cambiano, la squadra resta. Dentro era già una potenza della natura. «La sua forza di volontà è rimasta intatta. Assieme al sorriso. Ce l’aveva stampato, non faceva mai un capriccio» . Così è più complicato per un genitore riuscire a metterlo in punizione: «Difficilmente ce ne deva modo. Quando sbagliava gli toglievamo la Play Station. Ma con il calcio non ce l’abbiamo mai fatta» .

CON IL CUORE - A Natale la richiesta era sempre la stessa: «Pallone e scarpini» . Gigi li colleziona tutti: «Dalla taglia ventotto, all’ultimo che gli ho sottratto pochi giorni fa» . Quando si è presentato a Trigoria con un nuovo modello, Zeman lo ha preso in giro: «Tanto che ci fai, segni sempre con la testa» . Alessandro segna e gioca alla vita con il cuore: «Non sopporta l’invidia e le cattiverie gratuite» . [...]