Anche questa volta, come nelle più recenti, il derby di Roma non fa eccezione. Allarme per motivi di ordine pubblico.
Marino lascia il derby a Roma
«Per chi faccio il tifo? Sono della Roma Per gli stadi ho visto gli americani ma nessuno della Lazio»
Come riporta l'edizione odierna del Corriere dello Sport, i soggetti preposti a tale organizzazione, il Sindaco Ignazio Marino e il Prefetto Giuseppe Pecoraro, con il questore Fulvio Della Rocca che operativamente è il più coinvolto insieme al personale della Questura che già sta ovviamente lavorando all’evento: verrà riproposto il sistema di prefiltraggio a doppi cerchi concentrici, la vigilanza sui ponti sarà intensificata, ci si muoverà già da domani con azioni di bonifica del territorio fuori lo stadio (spesso utilizzati per nascondere asce, bastoni...) e verrà controllato il centro della città con servizi mirati nelle zone considerate possibili teatri di scontri.
Non si riesce ad immaginare un derby della Capitale giocato a Firenze, a Napoli, a Bologna o anche a Bari. Impossibile. Eppure il senso delle parole rilasciate martedì dal prefetto Pecoraro ha dato il via a tali pensieri: «C’è un derby di ritorno, il comportamento dei tifosi stabilirà se si giocherà a Roma...» , avvertimento che in un clima che si surriscalda con il passare delle ore - non solo tra i tifosi - crea interrogativi.
A confermare che a volte i punti di vista possono essere diversi è direttamente il sindaco Marino, che ha fatto notare che «il prefetto fa il suo lavoro che è diverso da quello del sindaco, lo fa molto bene e non lo critico. Ma le forze dell’ordine e il prefetto devono fare il proprio lavoro perché tutto vada per il meglio e non ci siano incidenti. Penso che io non devo dire ai tifosi di comportarsi bene altrimenti chissà che succede... Devo solo incoraggiare e promuovere gli strumenti che consentano una giornata di festa, così come deve essere la partita di ritorno, quando vorrei che di festa ce ne sia un’altra»
Il sindaco ha poi chiuso parlando di lui e del calcio. In relazione sempre al derby: «Se c’è una squadra per la quale veramente tifo è la Roma, di riflesso ho appreso questa passione da un mio caro amico» . Novità sugli stadi di proprietà? «Sono venuti da me gli imprenditori americani che si vorrebbero dedicare allo stadio della Roma ma non è venuto nessuno a parlarmi dello stadio della Lazio.
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