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Verso l’Europa con il «nuovo» De Rossi

Redazione

(Gazzetta dello Sport - M.Calabresi) - Calma e gesso, il conto alla rovescia è solo all’inizio: Luis Enrique ha 12 giorni per fare la Roma vera. C’è tempo, basta non rilassarsi e continuare quel «Trabajo» diventato un cult.

Il test con il Vasas non può essere definito probante: lo sarà di più quello di venerdì 12 a Valencia, prova generale in vista di Bratislava. Termometro Juan continua a fare differenziato, Burdisso sta mettendo allenamenti nelle gambe e ci sarà, come Heinze. Aspettando il quarto nome. A centrocampo, la rivoluzione: De Rossi fa (alla grande) il play basso alla Pizarro, Viviani il vice De Rossi. E Pizarro? In coda alla fila, il contrario di Perrotta (titolarissimo) e di Greco, che dopo essere stato «riabilitato» da Ranieri si sta facendo stimare dello spagnolo. Quando la mediana sarà completa, Greco resterà una delle prime alternative. Smarriti e contenti Chiariti i compiti di Totti, poco distanti da quelli degli anni passati, e di Bojan, a cui sono bastati 45’ per strabiliare, restano da inquadrare quelli di Marco Borriello, nato centravanti e ritrovatosi a fare l’esterno. Fa la vita del precario, ce la mette tutta, ma che faccia fatica nella nuova veste si vede a occhio nudo. Dopo Ferragosto arriverà Lamela, ma Sabatini cerca qualcuno più esterno e meno centravanti: uno alla Hernandez, o alla Nilmar. Ecco Stek Nel bel mezzo del processo sul Calcioscommesse, all’Hotel Parco dei Principi è arrivato anche Maarten Stekelenburg, col figlio Sem in braccio e la famiglia al gran completo: moglie, genitori e agente. «Ho già incontrato Luis Enrique — dice —. L’impatto è stato positivo. Non vedo l’ora di conoscere Totti e De Rossi» . Lo farà già oggi, giorno della presentazione ufficiale. Non potrà disfare le valigie: Stekelenburg è stato convocato per l’amichevole che l’Olanda giocherà a Wembley contro l’Inghilterra di Capello, ma anche di Baldini e... Tancredi, il suo prossimo allenatore. Al Parco dei Principi, in questi giorni, dorme anche Woody Allen ma l’olandese, quando è il momento di svelare il soprannome, preferisce James Bond. «Chiamatemi Steek» .