(Il Romanista - D.Galli) - Un centinaio di biglietti al giorno. Quattro l’ora. Oddio, ieri sono stati un po’ di più: 124. Questo è il trend di vendita per il derby della Monte Mario lato Roma, quella sezione di tribuna che strizza l’occhio alla Sud.
Tevere vuota, Monte Mario quasi
Stupiti? No, perché c’era da aspettarselo. Provate a chiudere la Tevere a un’intera tifoseria, quella romanista (e al ritorno accadrà l’opposto), e vedete l’effetto che fa. Se ne accorgeranno, dell’effetto intendiamo, anche nel resto del pianeta Terra, perché è la tribuna piazzata davanti alle telecamere. Sta di fatto che se non si può acquistare un biglietto di Tevere, e se la Monte Mario costa 110 euro (in vendita nelle ricevitorie Lottomatica e nei Roma Store), il risultato è scontato: per il lato Sud dell’unica tribuna libera sono stati stampati finora un migliaio di tagliandi, contro i 20 mila di Curva e Distinti Sud. Evviva il calcio moderno.
Questione Distinti. Ieri, la Lega di Serie A ha spedito una lettera a MyRoma, l’azionariato popolare giallorosso, per chiarire i lati oscuri di una vicenda antipatica (eufemismo). MyRoma aveva chiesto a Via Rosellini un parere sulla palese violazione da parte della Lazio della delibera del Consiglio di Lega del 7 febbraio 2005 (poi richiamata anche da una circolare del 6 agosto 2009, evidentemente perché i club quella delibera non se la filavano proprio) che «proibisce di vendere ai sostenitori della squadra ospite biglietti a prezzo maggiorato rispetto a quello applicato all’analogo settore destinato ai tifosi locali». E’ esattamente quello che ha fatto la Lazio per il derby: ha chiesto 20 euro ai propri tifosi in Distinti Nord e ne ha pretesi 30 dai romanisti in Distinti Sud. Stesso settore, prezzi diversi. A Formello si sono giustificati sostenendo che per loro non c’è alcuna differenza tra Curva e Distinti Nord, tanto è vero che pure per gli abbonamenti è stato così. Risposta: e quindi? Alla Roma, ai romanisti, specie a quelli che hanno speso più dei laziali per un settore identico quando poteva tranquillamente essere applicato lo stesso prezzo, cosa importa delle strategie di biglietteria della Lazio? A Trigoria, e solo per evitare di alzare un polverone mediatico che a pochi giorni dal derby avrebbe rischiato di accendere gli animi, sono stati costretti ad accettare questo stato di cose. Ma l’ingiustizia è palese. E questa Roma, questa Roma qua, non ama le ingiustizie. Ogni cosa al suo tempo. Ogni cosa.
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