Forzaroma.info Rassegna Stampa Roma Rassegna Stampa Odierna AS Roma Stramaccioni saluta: «Roma, mi mancherai»
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Stramaccioni saluta: «Roma, mi mancherai»

Redazione

(Corriere dello Sport/Infopress - L.Scalia) - Due giorni: oggi e do­mani. E tutto cambierà. Perché in poco meno di 48 ore la vita privata e professionale di An­drea Stramaccioni, l’ex tecnico degli Allievi Nazionali della Ro­ma, prenderà una deviazione netta.

Infatti, oggi convolerà a nozze con la sua Dalila, « la per­sona che mi completa », mentre domani firmerà a Milano il con­tratto che lo farà diventare alle­natore della Primavera dell’In­ter dopo 6 anni trascorsi nel set­tore giovanile giallorosso. Ma c’è “ un ma” grande, im­menso, dettato dalla passione: « Ma nessuno mi toglierà Roma e la Roma dal cuore ». In questa maniera si conclude un lungo comunicato diramato dallo stes­so Stramaccioni, che in parole chiare e dirette, come sempre, spiega le ragioni di questo ad­dio.

I MOTIVI -Strada chiusa a Trigo­ria, questa la realtà dei fatti, bloccata alle porte della Prima­vera. «Con la Roma avevo un contratto in essere con scaden­za 30 giugno 2015 e con una clausola rescissoria. L’applica­bilità di questa clausola diveni­vaesecutiva, senza entrare nel dettaglio, solo qualora la Roma non mi avesse prospettato un percorso di crescita professio­nale futura» . Gli ultimi giorni sono stati difficili. «Fino all’ulti­mo ho aspettato e sperato in una chiamata o in un contatto con la nuova dirigenza e di po­ter così continuare a crescere nella mia città e nella società di cui sono tifoso. Ma così pur­troppo non è stato. Ci tengo a precisare che lo dico con ama­rezza, ma senza nessuna pole­mica. L’Inter è stata la società che ha dimostrato in questi an­nil’interesse più forte nei miei confronti, superando l’offerta della Juventus». E poi continua: «Un distacco personalmente difficilissimo rinviato per quasi tre anni e diventato invece re­altà» .

DEDICA -Quasi impossibile rias­sumere le emozioni provate in questi anni, non solo per la vit­toria dello Scudetto Giovanissi­mi e per il titolo con gli Allievi. «A Trigoria lascio il cuore e una seconda famiglia, non mi vergo­gno nel raccontare che ho pian­to mentre ho abbracciato tuttiuscendo dall’impianto e che l’unica persona che fino all’ulti­mo giorno ha provato in tutti i modi a convincermi nonostante tutto a restare alla Roma è Bru­no Conti, che per me fra gioie vissute insieme e rimproveri ri­cevuti è stato un vero e proprio padre calcistico. Bruno vive nel mio cuore e so bene che a lui de­vo tutto nella mia crescita come allenatore e come uomo» . Rin­graziamenti anche a Rosella Sensi, a Vito Scala, ai medici, ai magazzinieri, ai segretari. La Roma perde uno di famiglia.