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Roma, il prof Lucho salva gli ex bocciati

Redazione

(Gazzetta dello Sport - A.Catapano) Siamo al giro di boa: cinque giorni di lavoro, otto allenamenti, una partita. Si può abbozzare un bilancio della prima metà del ritiro romanista, da prendere con le molle, perché quello che si è visto è ancora poco per formulare giudizi, ma almeno ci si è fatti un’idea;

o con il sorriso, se ci troverete battute qua e là, che tali restano e come tali vanno prese. Quel che ne viene fuori, è una specie di pagellone semiserio.

Portieri Curci: invecchiato, imbolsito, contestato. In questa Roma, sembra un imbucato, come alle feste gli amici degli amici. Lobont: nella partita con i boscaioli dava indicazioni alla difesa come se avesse di fronte l’attacco del Barça. Esagerato, però almeno ci crede. Julio Sergio: e chi l’ha visto? Mai uscito dalla sala massaggi, forse ci passa pure la notte. Pigliacelli: il nostro Sampei, pescatore di anime e di gol. Se non dovesse farcela tra i pali, magari sfonderà sul palcoscenico. Comico.

Difensori Angel: ha già segnato il primo gol in partitella. Per il resto, vedi Rosi. Antei: il più giovane ministro della Difesa dai tempi di Ubaldo Righetti. A proposito, si vada a leggere un po’ di storia romanista. Cassetti: se è tornato di moda anche il Corsarino, perché rottamare lui? Duttile, e chissà se ancora utile. Cicinho: c’era una volta un brutto anatroccolo... Il fatto che Luis Enrique abbia chiesto la sua conferma ci fa interrogare sulla reale natura del tecnico asturiano: folle visionario o genio assoluto? Crescenzi: ha la stessa acconciatura di Borg, con la fascetta. Magari meno eleganza, ma è un cagnaccio, non molla mai. Juan: ha visto più allenamenti dei giornalisti. Pronto per cambiare mestiere? Rosi: usa il cucchiaio dal dischetto e il randello nei contrasti con i compagni (povero Angel), se invertisse?

Centrocampisti Bertolacci: sfortuna vai via! E’ un po’ fragile. Brighi: basso profilo per principio, ma non è che sta esagerando? De Rossi: ha un nuovo tatuaggio, e un nuovo amico di nome Lucho, che di lui dice: «Può giocare dovunque» . Siamo rimasti tutti encantadi. Greco: zitto zitto, quatto quatto, pure lui dovrebbe aver convinto Luis Enrique, che addirittura si dice voglia toglierlo dal mercato. Ma come? Perrotta: ha capito che nella nuova Roma al massimo potrà fare il portatore d’acqua, ma è un mestiere pure quello. Pizarro: retrocesso da pilota a navigatore, ma pure lui nel cuore di Luis Enrique, anche perché sa trattare la palla a centrocampo come pochi. Taddei: nuovo allenatore, nuova vita, ma da terzino è lo stesso instancabile lavoratore. Verre: il premio Riscone giovani andrà a lui, a centrocampo sa fare qualsiasi cosa. Viviani: studia da vicino De Rossi, ringhia quasi quanto lui.

Attaccanti Borriello: finalmente un taglio di capelli umano, per il resto soliti gol, solita abnegazione, soliti borbottii. Ricorda Pruzzo, ed è un complimento per chiunque abbia a cuore i colori giallorossi. Caprari: timido, anche davanti al portiere avversario. Però con i grandi si trova a suo agio, e questo è sicuramente un pregio per uno della sua età. Menez: abbiamo perso le speranze di strappargli un sorriso, ma una giocata potrebbe anche regalarcela. Totti: amici veri o amici del giaguaro? Suvvia, ne ha sopportate tante per restarci male. Comunque, è sempre il più forte. Vucinic: vedi Menez, ma con una postilla: il giorno che gli riuscirà un gol dei suoi, si trasformerà in una slot machine. Allenatore Luis Enrique: utilizziamo la definizione che di lui ha fatto un membro dello staff tecnico, italiano: «Non lo conoscevo, mi ha impressionato, un uomo al servizio dei calciatori, una bomba di qualità» . Quando esploderà, farà danni. Agli avversari, si spera.