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Roma, e ora l'Inter

Redazione

(Il Messaggero - U.Trani) Il settimo successo in otto gare tiene i giallorossi in corsa su tre fronti, proprio mentre oltreoceano la Banca sta cercando per la società un futuro migliore. Il passaggio del turno è meritato, frutto della più convincente prova stagionale per autorità e continuità. Da big, davanti alla Juve, piccola e mediocre, a lungo fischiata anche da suoi tifosi. È l’ennesima rivincita di Ranieri contro il club che lo scaricò brutalmente meno di due anni fa.

Il tecnico di San Saba, come promesso, schiera la Roma migliore del momento senza pensare alla trasferta di dopodomani a Bologna. Insomma, non snobba la coppa, vinta nove volte proprio come nove sono i successi della Juve. Borriello non è al meglio e di conseguenza non è titolare.

Spazio al tandem degli esclusi delle ultime due gare: in avanti gli scattisti Vucinic e Menez, frecce giallorosse contro la Juve fisica ma statica di Del Neri. Il turn over, dunque, è minimo: in difesa c’è Burdisso senior al posto di Juan. I quattro centrocampisti, con Perrotta vertice alto e De Rossi davanti alla difesa, garantiscono solidità e qualità all’assetto. Brighi e Simplicio, da intermedi, pressano alto e, proprio con Perrotta, appoggiano sempre le due punte. Anche Casetti e Riise hanno spazio sulle corsie laterali per l’atteggiamento dimido degli avversari. La Roma, già nel primo tempo, dimostra di essere più squadra. Fa la partita, costringendo i bianconeri a difendersi con otto uomini, e ha un paio di chanches per passare, colpo di testa a lato di Burdisso su corner di Menez e destro di Vucinic sfuggito a Storari, sempre su azione del francese, con Simplicio troppo defilato per approffittarne.

La Juve gioca sotto ritmo. Del Neri chiede i cambi di gioco sugli esterni di centrocampo, Pepe e Martinez, sistemati larghi. Ma lo schema non è rapido e quindi diventa poco efficace. Cassetti e Riise sono sempre presenti, Mexes e Burdisso li aiutano quando la trama diventa un po’ più complicata. In mezzo la coppia di interditori pensa solo a far muro: Sissoko e Melo si limitano alle giocate più semplici. Pochi palloni per Amauri e Del Piero che sembrano troppo isolati più che ignorati. I compagni sono fin troppo prudenti e salgono poco. Si fa male Brighi prima dell’intervallo: contrattura alla coscia destra. Dentro Taddei.

Del Neri boccia Amuari e lo lascia negli spogliatoi, iniziando la ripresa con Krasic a destra, Pepe a sinistra e Martinez accanto a Del Piero. Ranieri, invece, non può fare a meno di giocarsi pure la seconda sostituzione: Menez, colpito da Pepe alla coscia nel finale della prima parte, non rientra. Al suo posto Borriello che, su imbucata di Vucinic, pesca subito Simplicio in area: colpo di testa centrale, bloccato da Storari. L’assetto giallorosso ora è diverso: dal 4-3-1-2 al 4-1-4-1, con Taddei e Vucinic larghi. L’intenzione, adesso, è di colpire i bianconeri in velocità, attaccando sui lati. E’ la mossa decisiva che indirizzerà la partita. Dopo un’ora si fa male Pepe: tocca a Iaquinta, con Martinez che torna sulla fascia sinistra. La Roma sta meglio e si vede. De Rossi apre a sinistra per Vucinic che punta Motta e si presenta in area spostandosi la palla sul destro per il tiro fatato, a giro, che entra in porta quasi baciando il palo più lontano: 1 a 0 al ventesimo.

Tre minuti dopo è grande Storari che devia sopra la traversa il colpo di testa di Mexes su corner di De Rossi. L’arbitro Damato assegna una serie di punizioni alla Juve. Ma in area Burdisso e Mexes lottano e sbuffano. Non si passa. Vucinic e Borriello tengono palla e aiutano i compagni rientrando. Il raddoppio nel finale di un match in cui la Roma non si distrae mai. Punizione di De Rossi, per il doppio assist, e girata volante di Taddei al quarantaseiesimo. Game over e qualificazione, prima dell’esultanza di gruppo con un centinaio di tifosi giallorossi.