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Procura Figc già al lavoro Sentenze entro agosto

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(repubblica.it - F.Bianchi) A fine luglio sarà tutto finito e solo allora si saprà chi sono i colpevoli (calciatori e/o club) di quest'ultimo scandalo scommesse.

La procura della Figc si è messa subito al lavoro: Stefano Palazzi e il suo staff (ha ottimi vice, di serietà ed esperienza) hanno preso contatto telefonico, presto acquisiranno le carte e le intercettazioni dell'inchiesta penale.

 

Rispetto al passato c'è qualcosa in più, che rende tutto più facile e che è decisivo: le intercettazioni, appunto. Nel 2000 non c'erano: al massimo qualche sms di Bettarini (ma non si è mai saputo il contenuto). I calciatori coinvolti (Doni, Allegri, Banchelli, Siviglia, eccetera) nelle scommesse riuscirono così a cavarsela, fra primo e secondo grado. Pagò solo Bettarini, qualche mese di stop per omessa denuncia. Si scoprì che c'erano parenti che andavano a giocare a Montecatini, una delle "centrali" delle scommesse, clandestine e no. I club (Atalanta, Pistoiese e c.) furono prosciolti, al massimo qualche ammenda. Da allora le scommesse sono state proibite per i giocatori dalla Figc (anche se qualcuno, da come si è visto, non ha certo perso il vizietto...).

Ora, come detto, Palazzi e il suo pool potranno lavorare meglio e in fretta: ai primi di agosto ci saranno i calendari della serie A, della B e della Lega Pro. E tutto dovrà essere finito. Con le sentenze. Certo, i playoff e i playout complicano, e non poco, le cose. Ma fermarli non si può: Figc e Leghe sono contrarie. La stessa Procura federale non ha in mano nulla (almeno al momento) per imporre lo stop. A rischiare comunque sono in tanti, ancora di più a sperare visto, appunto, che gli organici non sono sicuri. In serie A, se dovesse essere punita una società (ancora non è chiara la situazione del Bologna e di altri club), la prima ad avere diritto ad un ripescaggio è la Sampdoria, retrocessa. Ma non verrebbe toccato l'organico: venti squadre sono e venti resteranno (la Lega sta preparando le linee guida per il nuovo bando d'asta dei diritti tv, dal 2012 al 2015, proprio prevedendo venti club). In B si potrebbe teoricamente scendere a 20 (adesso sono 22), in Lega Pro è già previsto di arrivare il prossimo anno a 76 e fra tre a 60. Il piano di Mario Macalli di riforma dei campionati d'altronde è già pronto, ma va approvato dal consiglio federale entro il 30 giugno. "Meno squadre, ma più solide economicamente", sostengono in Lega Pro. Perché se i club non pagano gli stipendi (e sono in troppi a farlo), inducono magari in tentazione qualche calciatore. "Ma noi - ricorda Francesco Ghirelli - siamo stati i primi a costituirci parte lesa, siamo pronti a chiedere i danni ai colpevoli". La Lega Pro ha iniziato un percorso virtuoso di "ripulitura" e stava chiudendo con lo sponsor del campionato: ora tutto questo fango.

Molte, come detto, le squadre in ballo: che ne sarà ad esempio della promozione in A dell'Atalanta e del Siena? E dei club coinvolti nei playoff come il Padova? Il Torino e il Livorno, ad esempio, sono stati esclusi dai playoff: possono sperare?  Mal messo sembra il Ravenna (dirigenti coinvolti). Un quadro ancora poco chiaro, per forza di cose. Di sicuro ci saranno tantissimi ricorsi: all'alta corte di giustizia presso il Coni (nel caso che qualcuno voglia chiedere provvedimenti d'urgenza come il blocco di playoff e playout), al Tnas (tribunale nazionale arbitrale dello sport) sempre del Coni per i ricorsi dopo eventuali squalifiche o retrocessioni a tavolino. Mentre una recente sentenza della Corte costituzionale prevede che al Tar del Lazio si può andare solo per un eventuale richiesta di risarcimento danni. Non si ripeterà insomma un caso-Catania, con i commissari ad acta che riscrivevano i calendari. E con la serie B che ne porta ancora le conseguenze. Ma sarà lo stesso un'estate di veleni.